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Il cibo che buttiamo via è come se lo avessimo rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame! (Papa Francesco)

Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, ha detto Francesco

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Nella società attuale prevale una “cultura dello scarto” che “ci ha resi insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro. “Una volta i nostri nonni erano molto attenti a non gettare nulla del cibo avanzato. Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici. Ricordiamo bene, però, che il cibo che buttiamo via è come se lo avessimo rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame! Invito tutti a riflettere sul problema della perdita e dello spreco del cibo per individuare vie e modi che, affrontando seriamente tale problematica, siano veicolo di solidarietà e di condivisione con i più bisognosi”.

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Bergoglio ha dedicato la catechesi odierna all’ambiente, ricordando che oggi si celebra la giornata mondiale dell’ambiente promossa dalle Nazioni Unite che lancia un forte richiamo a eliminare sprechi e distruzione degli alimenti. “Pochi giorni fa, nella festa del Corpus Domini – ha detto ancora il Papa – abbiamo letto il racconto del miracolo dei pani: Gesù dà da mangiare alla folla con cinque pani e due pesci. E la conclusione del brano è importante: ‘Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi avanzati: dodici ceste‘. Gesù chiede ai discepoli che nulla vada perduto: niente scarti! E c`è questo fatto delle dodici ceste: perché dodici? Che cosa significa? Dodici è il numero delle tribù d`Israele, rappresenta simbolicamente tutto il popolo. E questo ci dice che quando il cibo viene condiviso in modo equo, con solidarietà, nessuno è privo del necessario, ogni comunità può andare incontro ai bisogni dei più poveri.

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Ecologia umana ed ecologia ambientale camminano insieme – ha concluso il pontefice – Vorrei allora che prendessimo tutti il serio impegno di rispettare e custodire il creato, di essere attenti ad ogni persona, di contrastare la cultura dello spreco e dello scarto, per promuovere una cultura della solidarietà e dell’incontro”.