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Traffico: è crollato per la crisi ma anche per i nuovi stili di vita

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Il traffico crolla, e soltanto nell’ultimo anno nelle città italiane è diminuito del 34 per cento. Effetto della crisi, sicuramente, ma non solo. In recessione si lavora di meno e si esce meno per andare al ristorante o al cinema, dunque si riduce la mobilità con l’uso della macchina. Allo stesso tempo incide sul crollo anche l’aumento dei costi di gestione, dal carburante all’assicurazione. Il fenomeno della diminuzione del traffico è condiviso anche dagli altri paesi europei, dove la media è del 18 per cento con punte verso l’alto del Portogallo (meno 51 per cento) e verso il basso dell’Irlanda (meno 9 per cento).

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Ma non è solo la crisi a determinare una riduzione così vertiginosa del traffico. La verità è che gli italiani stanno gradualmente modificando i loro stili di vita, a partire proprio dalla mobilità. Nelle città si usa molto di più la bicicletta (nel 2012 per la prima volta sono state vendute più bici che auto) e il mezzo pubblico. E quando è possibile si preferisce circolare a piedi. Da qui la diminuzione delle auto che comunque restano tante e con un significativo numero di ore sprecate dagli automobilisti nel traffico: 32 a Roma, 51 a Milano. E da qui la necessità di investimenti pubblici nella rete dei pubblici, la cui domanda continuerà a salire nei prossimi anni.

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