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Negli Usa si ricicla, mentre in Italia l’americana Alcoa chiude i battenti

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L’alluminio è totalmente riciclabile. Lo avevamo detto tempo fa, quando abbiamo parlato dei materiali riciclabili. E lo ha ben capito l’America, che punta sul riciclo di lattine e oggetti di alluminio.

Negli Stati Uniti, il Paese in cui di lattine se ne consumano in grandi quantità, l’alluminio viene riciclato e riutilizzato. Lattine che vestono il colore e la marca di una bibita, sessanta giorni dopo, igienizzate e riciclate, si ripresentano con una nuova bibita sugli scaffali del supermercato. Così, l’America, pur non avendo sottoscritto il protocollo di Kyoto, si impegna con i fatti in materia riciclaggio.

Perché è importante riciclare l’alluminio? Uno studio statunitense ha dimostrato che il riciclo dell’alluminio già lavorato, quindi materia prima seconda, richiede una quantità di energia inferiore del 95% rispetto a quella necessaria a lavorare la materia prima. E così, l’alluminio riciclato, in America, genera ricavi utili per sostenere il 40% della totalità dei programmi di riciclaggio.

In Italia tutto sembra essere diverso. Il colosso americano dell’alluminio Alcoa annuncia la riduzione delle capacità produttive e la battuta d’arresto si sente in tre stabilimenti in Europa, uno tra questi si trova in Sardegna. Sarà l’aumento del prezzo della materia prima e la svalutazione del materiale all’interno del mercato, ma Alcoa non lavora più come in passato. Saranno costretti al licenziamento più di 500 dipendenti che lavoravano l’alluminio.

Alcoa è la terza azienda mondiale nella lavorazione dell’alluminio e opera in Italia dal 1967. Con la tormentata crisi del settore mettallurgico e minerario, rischia la chiusura. Il governo Berlusconi e la multinazionale erano riusciti a trovare una tregua fino a fine 2013, eppure ora l’azienda sembra voler chiudere a metà 2012.

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