L'acqua bene prezioso | Non Sprecare
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L’acqua bene prezioso

IL CONSUMO dell’acqua in Italia e’ uno spreco assoluto. Quasi un paradigma dello sperpero di risorse naturali che si consuma ogni giorno, nell’indifferenza generale. La prima tappa di questo viaggio nell’assurdo e’ il buco nero della rete idrica: per ogni litro d’acqua che attraversa i 291mila chilometri di tubi, se ne conta un altro che finisce disperso. Sprecato. Un terzo degli acquedotti italiani, che hanno una vita media superiore ai trent’anni e ormai somigliano a delle gruviere, non vedono un intervento di manutenzione straordinaria dagli anni Ottanta. E mentre, durante l’estate, si moltiplicano le crisi idriche, specie nelle regioni meridionali, e’ stato calcolato che recuperando le dispersioni di acqua nella rete, si potrebbe dare da bere a tre regioni popolose come la Puglia. Dodici milioni di italiani.
La seconda tappa dello spreco si consuma nelle nostre mura domestiche. Ci piace lavare i denti con il rubinetto del lavandino aperto (30 litri), schiacciare continuamente il bottone della scarico del water (12 litri), fare la doccia senza un attimo di tregua per insaponarci (60 litri). Il risultato finale di questi comportamenti e’ che un cittadino italiano consuma attorno ai 215 litri d’acqua al giorno per usi domestici. E distanza nella classifica dello scialo gli abitanti di Madrid (140 litri), Londra (159) litri) e Berlino (163 litri). Infine, l’ultima tappa e’ a tavola. Le nostre sorgenti sono molto ricche, ma considerando lo spreco di acqua attraverso la rete e nei consumi domestici, siamo sempre a corto di una risorsa che pure abbonda. E la parola inquinamento, anche quando e’ gonfiata dal catastrofismo di maniera, ci fa paura e ci rende diffidenti con lo stesso rubinetto che, invece, nel caso di una doccia e’ sempre in funzione. Conclusione: siamo diventati i primi consumatori al mondo, dopo gli Emirati Arabi, di acqua minerale. Scoliamo 202 litri di acqua imbottigliata all’anno. E’ chiaro che lo spreco di acqua, in tutti i passaggi della catena, rappresenta qualcosa che viene prima dell’inefficienza della pubblica amministrazione e delle cattive abitudini in famiglia. Gli italiani, ecco il punto, si sono abituati a considerare l’acqua un bene infinito, non deperibile e sempre disponibile. Un teorema del tutto infondato, da perfetti spreconi.

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