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Governo, fase due: meno tasse per chi produce e consuma green

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Annunciata più volte starebbe per arrivare la prima lista di provvedimenti del governo guidato da Mario Monti tesi a favorire lo sviluppo e la crescita dell’economia e a scongiurare il rischio di una marcata recessione.

Sul tavolo del ministero per lo sviluppo economico e delle infrastrutture e trasporti guidato da Corrado Passera, in particolare, ci sarebbe un piano in cui uno spazio importante lo occuperebbe il rilancio dell’industria verde. Pensato in sinergia con il ministero dell’ambiente guidato da Corrado Clini.

Al centro della politica di Passera ci sarebbe l’idea di dare più spazio ai prodotti verdi e all’industria della sostenibilità.
Al primo posto tra le cose da far, lo snellimento di tutti gli adempimenti burocratici e una redistribuzione del carico fiscale tesa a tassare di più chi produce prodotti inquinanti e a tassare di meno chi realizza secondo ottiche ecologiche e legate a criteri di sostenibilità.

Si vuole rilanciare la chimica verde, che avrebbe nei poli di Porto Torres e Terni due riferimenti a cui tendere. E poi favorire l’industria del riciclo e lo sviluppo delle materie prime “seconde”, da reintrodurre nel ciclo produttivo. Ultimo fronte strategico di questa prima infornata di provvedimenti per lo sviluppo sarebbe quello dell’automotive.

Dove però non si prevedono, a quanto pare, incentivi per i consumatori, ma sostegni indirizzati a chi utilizza combustibili alternativi come gpl e metano o sistemi alternativi come quello elettrico. Si pensa, piuttosto che a bonus, a vantaggi in termini di Iva e di tipo amministrativo per chi produce e per chi sceglie prodotti eco, una modalità che sarebbe più coerente con i suggerimenti che su questo terreno delle agevolazioni arriva dall’Ocse.

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