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Voti bassi ed errori di grammatica in crisi gli studenti di terza media

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I teenagers arrancano e sbagliano i pronomi, impallidiscono se devono indicare cosa sia un aggettivo, scivolano sui tempi dei verbi, inciampano tra congiuntivi e avverbi. Per schiere di studenti l’italiano resta un estraneo anche dopo aver passato in classe cinque anni di scuole elementari e tre di medie.

In moltissimi arrivano infatti all’esame di terza media con la grammatica che resta materia ostica e astrusa. La prova? Due volte su tre cadono in errore. E non e’ che le cose vadano molto meglio in geometria. Tanto che se il 21,6% all’esame nei test Invalsi si e’ portato a casa voti dall’otto al dieci, le insufficienze sono state ben il 36,7% e i sei il 21,6%.

A raccontare studenti in crisi e una scuola che spesso non riesce a insegnare le basi, sono i risultati della prova Invalsi di quest’anno che fotografa un paese a due velocita’ anche tra i banchi: con il nord dai risultati migliori ed un sud parcellizzato tra eccellenze e divari che si approfondiscono. Giunta alla terza edizione, l’Invalsi ha visto 585mila iscritti nelle 5900 scuole secondarie applicarsi alle prove di italiano e matematica messe a punto dall’Istituto nazionale valutazione del sistema educativo di istruzione.

Sul fronte matematico la quota di risposte giuste e’ stata del 51%, mentre la geometria ha trovato piu’ impreparati e confusi gli studenti. Divisi nei risultati anche per genere e nazionalita’: meglio le ragazze in italiano, due punti piu’ dei maschi che pero’ le superano con quasi lo stesso divario in matematica. Gli immigrati hanno test con otto punti in meno in italiano e cinque in matematica.

A leggere i risultati e’ pero’ l’italiano che desta maggior preoccupazione. Se nel complesso gli studenti hanno risposto in modo corretto al 60% delle domande sulla comprensione del testo, la de’blacle si e’ avuta nei quesiti di grammatica. Le risposte giuste qui sono infatti state desolatamente solo una su tre.

“Questo significa che lo studente trova maggiore difficolta’ proprio nel rispondere a quesiti che sono sotto il diretto controllo della scuola e che meno dipendono dal contributo della famiglia, degli amici o dei media”, commenta preoccupato il professor Pietro Cipollone presidente Invalsi.

Il paese che emerge dai test vede un nord omogeneo e tanti sud. Le regioni del nord, con una media di risposte di italiano corrette del 64,6 per cento hanno i risultati migliori del paese. Le regioni meridionali hanno un ritardo di nove punti rispetto al nord e di sei rispetto al centro. Ma il sud e’ un puzzle di mondi diversi: ci sono i regioni come Abruzzo (61,6), Molise (59,6), Basilicata e Sardegna (58,8) dove la quota di risposte corrette e’ superiore o pari alla media nazionale mentre altre come Calabria Campania e Sicilia restano indietro (50,4).