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Ungheria: un anno per la bonifica delle aree invase dai fanghi tossici

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Sara’ necessario almeno un anno di lavoro e una spesa di decine di milioni di euro per bonificare la zona sommersa dai fanghi tossici di un’azienda che produce alluminio fuoriusciti da una vasca di decantazione in Ungheria. la stima del governo di Budapest che ha dichiarato lo stato di emergenza nelle tre province (Veszprem, Gyr-Sopron e Vas) interessate dal disastro ecologico che ha provocato quattro vittime, tre dispersi e 123 feriti, tra i quali 61 ricoverati, nei sette centri abitati inondati dalla marea rossa. La rottura degli argini della vasca di decantazione ad Ajka e’ avvenuta per motivi ancora da accertare: si sospetta un eccessivo carico dell’invaso, un errore di progettazione oppure l’aumento dell’acqua a causa delle forti piogge.

Ungheria: fanghi tossici, 4 morti

DANUBIO – Oltre alle vittime si teme per le conseguenze a lungo termine dei fanghi tossici: 1,1 milioni di metri cubi si sono riversari su un’area di 40 chilometri quadrati. Almeno 500 uomini della Protezione civile ungherese sono impegnati per cercare di impedire che gli inquinanti possano raggiungere gli affluenti del Danubio e infine arrivare al fiume piu’ importante dell’Europa centro-orientale. Anche le nazioni vicine, in cui scorre il fiume, hanno espresso preoccupazione. Se le acque contaminate arriveranno al Raba e peggio ancora al Danubio, sara’ davvero una catastrofe ecologica, ha avvertito il sottosegretario all’Ambiente, Zoltan Illes.