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Un’applicazione contro gli sprechi nel settore pubblico

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FEDERICO GUERRINI

Dalla festa di addio dei componenti del Comitato Regionale per la Comunicazioni del Piemonte (60.000 euro) al Teatro Carignano, ai 485.000 euro versati a vuoto in due anni dalla Provincia e dal Comune di Bergamo per una scuola di Magistratura che deve ancora iniziare le sue attività. Dagli stipendi d’oro dei consiglieri del Csm (222.000 euro lordi l’anno), ai dieci milioni e rotti di euro spesi nel solo 2010 da deputati e parenti vari per spese dentistiche.

Storie di ordinario spreco, lussi auto attribuitisi da coloro che in teoria dovrebbero servire lo Stato. Li raccoglie sul suo blog il movimento di precari “Il nostro tempo è adesso”, nato a Torino, che ha di recente lanciato anche un’applicazione dallo stesso nome per cellulari con sistema operativo Android per conoscere, segnalare e denunciare gli sprechi della Pubblica Amministrazione.

L’applicazione creata dalla società OneBit permette di convertire i tanti sprechi della Pubblica Amministrazione in sussidi di disoccupazione per chi, come capita a molti giovani, è sprovvisto di qualsiasi forma di ammortizzatori sociale. Quindi, tagliando per esempio i 4.350.000 euro spesi dalla Rai per l’ultimo programma televisivo di Vittorio Sgarbi (trasmissione che, è bene ricordarlo, è andata in onda per una sola puntata con uno share ai minimi termini), si sarebbero potuti erogare 7.250 sussidi di 600 euro ciascuno.

Tramutando in sussidi gli stipendi dei nuovi sottosegretari nominati dal Governo a maggio si risparmierebbero 2.819.648 euro, aiutando con 4.700 stanziamenti di seicento euro migliaia di persone realmente bisognose. O, per citare un caso ancora più clamoroso, il mancato accorpamento dei referendum abrogativi alle elezioni amministrative, secondo il sito lavoce.info avrebbe provocato una maggiore spesa a danno dei contribuenti calcolata in 313 milioni di euro, ovvero 521.667 sussidi.

“Tutti i governi che si sono succeduti in questi anni hanno sempre negato una riforma degli ammortizzatori sociali – spiegano i componenti del comitato promotore, un gruppo di sei persone, tutte precarie o disoccupate – affermando di non voler mettere le mani nelle tasche degli italiani. Con quest’applicazione vogliamo dimostrare come in realtà le risorse ci siano, bisogna avere la forza e la volontà di rompere con l’immobilismo che pervade il paese da vent’anni”. Tramite il software chiunque può segnalare e denunciare gli sprechi.

“Naturalmente – assicurano gli ideatori – prima di convertire le denunce che riceviamo ci preoccupiamo di verificarne la veridicità pubblicando tutti gli approfondimenti sul nostro blog. Ad oggi abbiamo ricevuto segnalazioni per 1.100.254 sussidi, ma l’applicazione è a disposizione di tutti e ci auguriamo che il numero cresca di ora in ora”.