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Ue, gli alti costi non fermano l’email

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Il mobile ha conquistato gli utenti della posta elettronica: nel 2010 l’utilizzo degli smartphone per lo scambio di email è passato al 15 dal 4 per cento del 2009, mentre quello dei netbook è passato dal 5 all’11 per cento. L’email mobile piace nonostante i costi siano ritenuti eccessivi dal 33 per cento degli utenti, percentuale che in Italia sale al 48 (ma il 53 per cento in compenso dichiara che ormai la nuova connessione mobile è indispensabile, non potrebbe più farne a meno). I dati emergono da una ricerca di ContactLab, azienda leader nel marketing del mercato digitale e operante in diversi Paesi europei. L’indagine è stata condotta su un campione di 4800 utenti di cinque Paesi: Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna.

Dalla ricerca emerge pertanto un utente Internet che per scambiare messaggi di posta elettronica si connette sempre più da mobile, riceve mediamente 7 newsletter al giorno attraverso le quali può iniziare procedure di e-commerce, sa gestire con dimestichezza numerose caselle di posta elettronica, accedendovi da diversi device, ed è in grado di riconoscere e neutralizzare la posta indesiderata, ma anche di condividere con amici sui social network le segnalazioni interessanti provenienti dalle numerose newsletter a cui è iscritto. Caratteristiche che si riferiscono ai 143,5 milioni di utenti Internet dei cinque Paesi considerati: 24,8 sono italiani.

C’è un atteggiamento opposto in effetti da parte degli utenti nei confronti del mobile: il 41 per cento infatti riconosce l’importanza dello strumento, che dà la possibilità di accedere in qualsiasi momento, ovunque ci si trovi, alla posta elettronica, mentre una percentuale quasi identica (40 per cento) ritiene che invece utilizzare lo smartphone per connettersi all’email sia scomodo. Tra i favorevoli, comunque, il 23 per cento farebbe anche un’operazione bancaria operando con il mobile, e il 21 per cento shopping on line.

Ogni giorno in media ogni utente riceve 25 email; nei cinque Paesi oggetto della ricerca ogni giorno vengono ricevuti circa 3,6 miliardi di messaggi di posta elettronica. A differenza di quello che si potrebbe pensare, la fascia d’età che ne riceve di più non è quella dei giovani, ma quella compresa tra i 45 e i 54 anni (31). Il 50 per cento del campione utilizza la casella di posta elettronica aziendale anche per ricevere messaggi privati di amici, parenti e conoscenti, ma al contrario il 35 per cento utilizza due caselle, un po’ per differenziarne l’uso, ma, soprattutto in Germania (34%) e in Francia (29%) per tutelare la propria privacy.

Ma che tipo di messaggi si ricevono con la posta elettronica? Una parte considerevole è costituito dalle newsletter spedite da aziende, associazioni, enti pubblici, fornitori di servizi Internet, siti web, considerato che ogni utente in media è iscritto ad almeno sette di queste fonti (in Italia la media sale leggermente, 7,5).

Tra gli argomenti delle newsletter prevalgono i viaggi (41%), le community on line (36%), le offerte di lavoro (34%, ma in Italia e Spagna, dove più si soffre per le difficoltà del mercato del lavoro, tale percentuale sale rispettivamente al 42 e al 53); attualità (33%), associazioni (26%); servizi di telefonia (25%) e servizi Internet (21%). Fatte salve però gli interessi e le caratteristiche specifiche dei singoli Paesi: la ricerca conferma infatti la passione dei francesi per il meteo, per esempio. Infatti riceve newsletter che parlano delle previsioni del tempo il 35% dei francesi, a fronte di una media del 17%.

Le newsletter vengono utilizzate anche come fonte di informazioni per eventuali acquisti per posta elettronica dal 43 per cento degli utenti, in Italia dal 40 per cento. Il 59 per cento approfitta in particolare di offerte e promozioni. Si acquistano in prevalenza libri, cd, dvd, quotidiani, abbigliamento, prodotti tecnologici, elettronici ed elettrodomestici, biglietti di trasporto e pacchetti vacanze.

Il 54 per cento degli utenti dichiara di aver percepito un aumento dello spam negli ultimi anni. I sistemi di istant messaging, infine, sono utilizzati dal 46 per cento degli utenti dei cinque Paesi, in Italia la percentuale sale al 48 per cento, mentre il 40 per cento (43 in Italia) utilizza invece i sistemi di messaggeria interni ai social network.