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Trasporti. Da biocarburanti possibile grande aiuto per ridurre CO2

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Se prodotti in modo sostenibile, i biocombustibili possono svolgere un ruolo di grande rilievo nella riduzione di CO2 del settore dei trasporti e dare un contributo importante alla sicurezza energetica. Secondo l’analisi sviluppata dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) nel report "Biofuels for Transport", il consumo di biocarburanti nei trasporti potrebbe aumentare in condizioni di sostenibilità ambientale, e senza compromettere la sicurezza alimentare, dagli attuali 55 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) a 750 Mtep nel 2050. Il contributo dei biocarburanti ai consumi energetici del settore trasporti passerebbe così dall’attuale 2% a circa il 27%. Questo incremento, che comporterebbe l’abbattimento di un quinto delle emissioni dovute ai trasporti, interesserà soprattutto la mobilità aerea, quella marittima e l’autotrasporto pesante. Secondo il rapporto, infatti, per la riduzione delle emissioni dovute dalle autovetture, rispetto all’uso di biocarburanti sarà predominante e anche più economica l’opzione della maggiore efficienza. Per poter conseguire risultati importanti sul fronte dell’abbattimento delle emissioni, occorre, però – avverte l’IEA – che sia migliorata la produzione dei biocarburanti convenzionali (prodotti principalmente da amido, zucchero e semi oleosi) sia in termini di efficienza di conversione, sia nell’uso del territorio, per il quale occorre evitare, in particolare, di compromettere le superfici forestali e i cambiamenti di destinazione del suolo. Parallelamente sono necessarie nuove tecnologie di produzione basate su biomasse ligno-cellulosiche (legno e paglia) ed arrivare in tempi rapidi ad una loro maturità industriale. Entro i prossimi dieci anni – sostiene il rapporto – tali produzioni dovranno coprire la quota maggiore dei biocarburanti immessi sul mercato. Copyright TM News(c) 2011