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Torna di moda l’antico autostop: meno spese, piu’ amicizie

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Da ragazzo ho viaggiato molto in autostop. Mi divertiva, mi piaceva, i soldi scarseggiavano sempre, e poi speravo comunque di fare qualche incontro piacevole, magari al femminile. Una volta sono arrivato perfino in Spagna, a tappe, partendo dalla città dove allora vivevo, Napoli. Poi, a parte l’età, l’autostop è tramontato anche per effetto di un aumento della separatezza, compresa la paura di fare cattivi incontri, nei nostri stili di vita. Adesso, per effetto della Grande Crisi, della recessione con il suo traboccante e costante indicatore dell’aumento senza freni della benzina, l’autostop sta tornando di moda. Un vero, nuovo fenomeno di costume. Alimentato innanzitutto dal web, dove si moltiplicano i siti che offrono la possibilità di cercare un passaggio e di condividere posti nella propria autovettura, quello che gli anglosassoni chiamano “car pooling”. Dalla redazione del sito www.postoinauto.it, per esempio, mi hanno comunicato che soltanto nelle vacanze di Pasqua ci sono stati 16mila italiani che hanno viaggiato con l’auto condivisa: un esercito di uomini e donne, single e famiglie, tutti insieme in movimento, pari a 28 treni Frecciarossa pieni fino all’ultimo posto. Le piattaforme web attraverso le quali è possibile conoscere in tempo reale le disponibilità di auto, posti e percorsi, sono sempre più attrezzate e sofisticate, e per scegliere basta semplicemente fare una buona ricerca attraverso Google. Al momento, sono oltre 120mila gli italiani che hanno provato il viaggio con l’auto condivisa e tutto lascia pensare che continueranno a crescere con percentuali a due cifre.

Ma quali sono i vantaggi del “car pooling” e perché è una scelta in piena sintonia con uno stile di vita ispirato al Non Sprecare? Il primo beneficio, ovviamente, è il risparmio. Benzina, pedaggi autostradali, costi vari del viaggio: tutto scende. O meglio, tutto crolla. Se si viaggia in quattro, la benzina viene a costare meno di 50 centesimi al litro, e su un percorso lungo, come quello tra Milano e Roma e viceversa, la spesa crolla da 120 a 30 euro. Non male. Secondo vantaggio: il viaggio, specie se lungo, si ammorbidisce, diventa meno faticoso per la sua durata ed è possibile che riservi qualche gradita sorpresa, come nell’antico autostop, magari una nuova amicizia. E da qui l’effetto virtuoso più importante del “car pooling” rispetto ai nostri stili di vita: la scoperta, risparmiando e non sprecando, di nuove possibilità per stare insieme, per sentirci meno soli, per avvicinarci all’altro, un semplice compagno di viaggio. Non Sprecare serve anche, e forse innanzitutto, a questo cambio di paradigma.