Tesserino prestato a Galan: così entra in «barberia» | Non Sprecare
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Tesserino prestato a Galan: così entra in «barberia»

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Montecitorio, casta e privilegi, ultime notizie (uno pensa sempre ci sia un limite, e invece no: trovano comunque il modo di sorprenderci).
Ma cominciamo dall’antefatto.
Il ministro per i Beni e le attività culturali Giancarlo Galan – 55 anni, una moglie, una figlia, ex direttore centrale di Publitalia, tra i fondatori di Forza Italia, ex governatore del Veneto: da Padova, amante del giardinaggio, bravo con i carciofi ma un talento per le rose, uomo politico rapido, testardo, leale – rilascia un’intervista al quotidiano Il Fatto.
 

Intervista non banale. In cui prima critica la manovra economica: «Avremmo dovuto guardare al dopodomani». E poi polemizza con la Chiesa. «Paghi come pagano le Cooperative. Partecipi, in qualche modo, alla crisi».
Ad un certo punto, l’intervistatore incalza il ministro: «Però non avete ridotto i tagli alla Casta». E lui: «Non sono parlamentare. Il mio stipendio è di seimila euro e, ad esempio, pago tutti i viaggi di andata e ritorno per casa. Ora le confesso una cosa: non ho la tessera parlamentare e quando mi devo tagliare i capelli alla Camera chiedo alla Giustina Destro, deputata del Pdl, di prestarmela…».
La risposta fornita dal ministro Galan è esattamente questa (riletta due volte: se non ci sono refusi, è questa). Insomma un ministro della Repubblica – nel caso di chioma nera, folta, pettinata all’indietro con sospetto ausilio di acqua – pur non avendo il diritto (privilegio, se volete) di frequentare la celebre barberia della Camera, si farebbe prestare il tesserino di parlamentare da una donna, la sua amica e deputata Giustina Destro.
 

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Lo fa per risparmiare? Lo fa perché non ha tempo da perdere?
Dev’essere una burla.
Forse è una burla.
Speriamo sia una burla.
Tre squilli e subito al cellulare risponde l’onorevole Giustina Mistrello Destro, 65 anni, già sindaco di Padova nel 1999 e prima donna a diventare vicepresidente di Confindustria al fianco di Giorgio Fossa (risponde con rara cortesia, e non scontata ironia).
«Beh, sì… credo che, almeno una volta, sia successo».
Davvero lei ha…
«Beh, sa, con Galan siamo molto amici, siamo entrambi di Padova e… comunque sì, certo: gli ho prestato il mio tesserino per entrare dal barbiere».
Scusi, onorevole, abbia pazienza: ma lei è una donna e sul tesserino ci sarà la sua foto, la foto di una signora e…
«Ma vuole che a un ministro controllino il tesserino? In ogni caso… guardi che il tesserino non gliel’ho mica prestato solo io, eh?…».
No?
«No no… credo che ogni tanto glielo prestino anche altri suoi amici deputati. Ma davvero le sembra una cosa tanto grave?».
Grave, magari, no. Ad un altro ministro, per dire, hanno comprato l’appartamento senza che se ne accorgesse. Però ammetterà che quest’idea di imbucarsi dal barbiere della Camera con il tesserino falso di una deputata è almeno imbarazzante, o no?
«Mi dia retta: concentriamoci sui problemi gravi che il Paese vive in questo momento».
Lei che lo conosce bene: Galan alliscia i capelli con l’acqua o con il gel?
«Con l’acqua, non c’è dubbio».

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