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Sprechi teutonici: lo speigel pubblica le spese folli del settore pubblico

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Neppure per i tedeschi pagare le tasse è una cosa piacevole. Ma se finora il tasso di evasione fiscale è stato molto più basso che in Italia, lo si deve anche al fatto che lo Stato ridistribuisce gran parte dei soldi in servizi efficienti e puntuali. La regola, come sempre, ha delle eccezioni, che l’associazione dei contribuenti (il potente Bund der Steuerzahler) si prende la briga ogni anno di pubblicare in un libro nero, facendo saltare i nervi anche ai cittadini più diligenti. Errori di progettazione, esplosione ingiustificata dei costi, pignolerie burocratiche: queste sono, secondo l’agguerrito presidente dell’associazione Karl Heinz Däke, le cause principali dello sperpero dei soldi dei cittadini.

7,5 milioni per non inzuppare i documenti
Lo Spiegel ha riportato il 29 ottobre i casi più bizzarri messi nero su bianco nell’edizione del 2010, alcuni davvero grotteschi, che fanno anche sorridere se a leggerli non sono i compilatori delle dichiarazioni di reddito tedesche.
In noi italiani possono suscitare un sentimento di consolazione. Come la costruzione di una barriera anti-rumore e anti-vento di 20 chilometri lungo la tratta Colonia-Francoforte dell’Ice, il treno ad alta velocità tedesco. Montata una prima volta, è stata poi tirata giù perché il carico di spinta prodotto dal transito dei convogli non era stato calcolato con precisione: le paratie ondeggiavano e rischiavano di collassare a ogni passaggio. Risultato: in molti tratti ferroviari sono state montate nuove barriere di cemento con il sovraccarico di 45,1 milioni di euro rispetto ai preventivi originari.
Anche il governo ci ha messo del suo. Ben 4 milioni di euro dei contribuenti sono finiti nel progetto di una borsa online che avrebbe dovuto favorire il collocamento dei praticanti nelle aziende. Un’idea piuttosto costosa per l’esito che ha prodotto: 18 contratti stipulati in un anno.
Ancora meno comprensibile appare il tunnel sotterraneo costruito sotto la Wilhelmstraße solo per consentire ai funzionari di due uffici statali dirimpettai di trasferire asciutti i propri documenti, proteggendoli dalla pioggia: 7,5 milioni dovuti in gran parte al sofisticato sistema di illuminazione del piccolo traforo. Uno stock di ampi ombrelli sarebbe stato più economico.

Più di 7 mila euro per i vermi olandesi
Nella rete del Bund der Steuerzahler finiscono anche le follie degli enti locali. Come a Rügen, l’isola turistica sul Baltico famosa per gli scenari romantici dipinti da Caspar David Friedrich. Non si tratta però di arte, più prosaicamente dello stadio di calcio del VfL Bergen, capienza di 4 mila spettatori appassionati da 70 anni delle gesta sportive della squadra locale che milita nella lega regionale del Meclemburgo.
La struttura era stata risanata di recente ma i lavori non avevano impedito che, nella stagione delle piogge, che a quelle latitudini si prolunga per molti mesi, l’acqua stagnasse sul prato di gioco invece di defluire attraverso il terreno. Soluzione? Il metodo olandese, che consiste nell’importare da una ditta specializzata dei Paesi Bassi 200 mila cosiddetti vermi della pioggia, nome scientifico Dutch Nightcrawler (in italiano dendrobaena veneta). Costo: 7063 euro e 53 centesimi.
Queste specie di lombrichi avrebbero dovuto penetrare nel terreno, favorendo il deflusso dell’acqua e permettendo ai promettenti giovanotti del VfL Bergen di mostrare finalmente anche sul campo di casa le proprie qualità. Ma i vermi si sono adattati allo stagno, hanno fatto massa in superficie e al comune hanno perso la pazienza: per superare lo smacco, le autorità dell’isola hanno deciso di coprire tutto con un nuovo prato artificiale.
L’associazione di Däke si occupa dei costi, quindi non è dato conoscere la sorte dei vermetti. Quel che è noto è che il Comune ha deciso di coprire le spese accedendo al pacchetto di congiuntura, il fondo di aiuti stanziato dal governo per fronteggiare la crisi finanziaria degli ultimi due anni.

«Ogni euro sprecato è un euro di troppo».
Lo Spiegel ha ricordato anche che, per la prima volta dalla nascita del Libro nero, l’associazione dei contribuenti ha evitato di fornire il dato complessivo dei soldi sprecati.
Molti esperti avevano contestato negli anni passati il modo in cui lo studio sommava le cifre dei vari progetti. «E comunque non è tanto importante la somma complessiva», ha rilanciato Karl Heinz Däke con grinta calvinista, «ogni euro dei cittadini sprecato è un euro di troppo».
L’intento dell’associazione è quello di mordere alle calcagna coloro che dispongono dei soldi dei contribuenti, pressarli affinché gli sprechi vengano ridotti negli anni futuri. «Il problema», ha concluso, «è sempre quella sorta di mentalità da ‘tanto non sono i miei soldi’ di cui i funzionari non riescono a liberarsi».