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Sprechi pubblici / Negli ospedali tagliato un reparto su dieci

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In tempi di crisi la Lombardia non può più permettersi di avere un primario per soli 30 letti. Gli incarichi dirigenziali si sono moltiplicati negli anni, spesso per non far litigare sulle nomine l’università e gli ospedali. Così adesso il Pirellone dice basta: e nelle linee guida per il 2012 impone il taglio del 10 per cento delle unità ospedaliere. Si tratterà, in pratica, di ridurre il numero dei reparti, con accorpamenti che fanno presagire anche la perdita di posti letto per i malati.
Soprattutto nei poli universitari, i posti al vertice che possono superare i 100 mila euro l’anno si sono spesso sdoppiati, con la nomina di un primario ospedaliero e di uno universitario.

I TAGLI – Al Policlinico ci sono tre reparti di Gastroenterologia e la Medicina interna si suddivide in 1A, 1B 2 e 3; i reparti di Medicina arrivano a tre anche al San Paolo, 4 le Psichiatrie al Niguarda, due le Chirurgie generali al Sacco. Certo, il moltiplicarsi dei reparti che curano la stessa malattia può andare di pari passo con l’eccellenza (come al Sacco dove ci sono tre Infettivologie e alla De Marchi con 4 Pediatrie). Ma con i soldi che scarseggiano non ce n’è più per nessuno. È il motivo per cui, tra l’altro, i budget ospedalieri saranno vincolati per una percentuale dell’1 per cento ai risultati raggiunti.

NUOVI TICKET – Saranno chiesti nuovi sacrifici anche ai pazienti. Le linee guida del Pirellone, discusse ieri in commissione Sanità, prevedono l’introduzione di un ticket (presumibilmente da 66 euro) per interventi come la cataratta e il tunnel carpale, finora gratuiti. Per fare ingoiare il rospo, la Regione farà scrivere sulle cartelle cliniche e sui referti medici il costo per le casse pubbliche di ogni singola prestazione. La speranza è che di fronte ai 500 euro e più spesi dal Pirellone per una Tac, i 66 euro sborsati di tasca propria per il ticket diventino accettabili. Per i familiari a carico dei titolari di pensione sociale sarà, invece, estesa l’esenzione dal ticket.

CRISI ECONOMICA – L’assessore Luciano Bresciani ammette: «Stiamo attraversando una fase economicamente delicatissima, ma non ci sottraiamo alle responsabilità di governare con trasparenza. E lo facciamo tagliando gli sprechi senza intaccare la qualità delle cure». I soldi a disposizione del Pirellone per la Sanità passano dai 17 miliardi e 187 milioni di euro del 2011 ai 17 miliardi e 450 nel 2012 (più 1,5%, al di sotto della crescita dell’inflazione). «L’obiettivo delle nuove regole in discussione è "più territorio, meno ospedale". Andiamo avanti con l’innovativa modalità di presa in carico dei malati cronici (con il Cronic Related Group ) e la creazione di posti letto per i malati non gravi – spiega Bresciani -. In più sono previste sperimentazioni di forme associative di medici di famiglia che lavoreranno insieme con gli specialisti per fornire prestazioni di primo livello e consulti mirati».

L’OPPOSIZIONE – Ma il consigliere regionale del Pd, Alessandro Alfieri, è preoccupato: «Il rischio è che si facciano pagare sempre di più le prestazioni sanitarie ai cittadini lombardi come per gli interventi di cataratta e di tunnel carpale. È una scelta che preoccupa ancora di più in vista della possibile introduzione di nuovi ticket sui ricoveri, dovuta ai tagli di 8 miliardi al fondo sanitario nazionale per il 2013 e il 2014 contenuti nella manovra estiva varata dal governo Berlusconi-Bossi». Stretta anche sulle assunzioni: «Il rischio è di non garantire – insiste Alfieri – l’inserimento di giovani medici».