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Sprechi olimpici: gli atleti italiani sono i più cari

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Altro che spending review: se si pensa alle Olimpiadi e in particolare alle gare in corso a Londra, sarà opportuno soffermarsi a riflettere su una semplice comparazione. Com’è possibile che per una medaglia d’oro un nostro atleta sia pagato 150mila euro, per una d’argento 75 e per una di bronzo 50mila, quando i colleghi inglesi ricevono semplicemente una stretta di mano, a prescindere dal trofeo che portano a casa?

Una suggestione interessante in tempi di crisi, che Daniele Dallera evidenzia su Il Corriere della Sera. Facciamo un altro esempio: se l’Italia raggiungesse il traguardo conseguito a Pechino, cioè 7 medaglie d’oro, solo per gli atleti iridati il Coni sarebbe costretto a sborsare 980mila euro, tenendo conto che il suo bilancio è in perdita di 464 milioni di euro. E pensare che la ricca Germania paga appena 16mila euro per ogni atleta medagliato. Mentre gli Usa 19mila. Certo, c’è anche chi paga molto di più: per un oro, la Georgia paga il vincitore nazionale 750mila euro, mentre in Malesia mezzo milione.

Considerando che però il medagliere di queste due nazionali non brilla, la domanda sulle regole per i compensi dei nostri connazionali rimane.: sono proprio così speciali i nostri atleti o forse sono più mercenari di altri colleghi? Probabilmente no, ma a caval donato non si guarda in bocca. Certo che in questo caso, e con una certa dose di amarezza, vale il vecchio adagio di un popolare spot: c’è più gusto ad essere italiani. Anche se a volte il prezzo da pagare per esserlo è ridicolo.