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Sprechi: l’Enea smobilita ma intanto promuove

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Dodici nomine di dirigenti e oltre settecento promozioni e avanzamenti di carriera tra i non dirigenti sono previsti nelle prossime settimane all’Enea, il piu’ grande e tormentato ente di ricerca italiano. E ora il Parlamento si chiede se i provvedimenti siano opportuni, legittimi, necessari.

Non ha mai avuto vita facile l’Enea, e anche in questi mesi non se la passa per nulla bene. Il Parlamento sta preparando una sua riforma, il settimo restyling in 56 anni di vita, uno ogni otto anni. Ma soprattutto la quinta trasformazione negli ultimi 29 anni, il che da’ l’idea del disagio di quest’ente nell’adeguarsi al mondo che lo circonda. E’ inserita all’interno del disegno di legge che riapre la via al nucleare in Italia e che prevede anche la ridefinizione dei compiti dell’ente.

Nella seduta dell’11 giugno i senatori
della X Commissione dopo aver esaminato il progetto, hanno redatto un duro documento di condanna dell’Enea e del suo presidente Luigi Paganetto. Parlano di una gestione e un funzionamento che stanno diventando ogni giorno piu’ problematici e controproducenti per l’Ente e per il Paese. Riferiscono di numerosi atti di sindacato ispettivo presentati in Parlamento, soprattutto negli ultimi due mesi che denunciano comportamenti irregolari o non corretti da parte dei vertici.

Sotto accusa ci sono proprio le promozioni
delle centinaia di non dirigenti con relativi aumenti di stipendio. Portera’ ad un ulteriore rilevante contenzioso da parte dei dipendenti che si aggiungera’ al precedente in corso, denunciano i senatori. Il contenzioso arretrato supera le mille cause in corso e circa un milione e mezzo di euro circa da dover pagare ad uno studio legale esterno di grande prestigio nonostante la quindicina di avvocati interni. Persino sei dirigenti e un pensionato hanno deciso di approfittare ulteriormente dell’aumento retroattivo di 145 mila euro l’anno previsto dal contratto dirigenti Enea e hanno fatto causa per chiedere un ulteriore aumento come danno biologico.

I senatori denunciano, poi, la decisione di nominare a marzo un direttore generale facente funzioni privo dei requisiti e di assumere un direttore generale e un capo del personale esterni e la scelta del presidente di candidarsi lo scorso ottobre all’elezione al rettorato dell’universita’ di Tor Vergata senza adeguata informativa al Ministero vigilante e al personale e dopo essere stato bocciato di aver mantenuto, come se nulla fosse accaduto, la presidenza dell’ente. Infine se la prendono con le nomine realizzate dal Consiglio di amministrazione. Sono poco trasparenti, fortemente caratterizzate politicamente, affermano.

E anche Maurizio Gasparri,
presidente del gruppo Pdl in Senato, denuncia l’imbarazzante situazione determinatasi con le recenti ulteriori nomine e decisioni. Non e’ utile affrettare operazioni interne, magari anche quelle caratterizzate politicamente, in assenza di un quadro di prospettiva definito.

Accuse dure, insomma, e da parte
di molti esponenti politici della maggioranza, ma il presidente Paganetto si difende. In questo Paese fare qualcosa secondo le regole diventa sempre piu’ difficile. Il 30 giugno scadono i responsabili, abbiamo l’esigenza di doverli rinnovare proprio per garantire il funzionamento dell’ente. Quando la riforma sara’ approvata decadranno automaticamente. Per le promozioni dei non dirigenti ricorda che si tratta di progressioni previste da tempo e di aver istituito una commissione per effettuare la procedura secondo criteri trasparenti e di non temere un aumento del contenzioso se non nella misura fisiologica. E per il direttore generale facente funzioni ricorda che si tratta di una figura extra ordinem e quindi non e’ necessario alcun iter procedurale formale. Infine la scelta ha permesso all’Enea un risparmio di 90 mila euro nell’arco di sei mesi.