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Sprechi in Europa: cosi’ la casta Ue coltiva i suoi privilegi

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Un lavoro lo hanno tutti, e anche ben pagato. Il tedesco Gunter Verheugen ha creato una societa’ di consulenza, il maltese Joe Borg lavora per un’azienda di lobbying, l’austriaca Benita Ferrero-Waldner e’ impiegata con varie societa’ private, la bulgara Meglena Kuneva ha scelto una banca d’affari, l’italiano Franco Frattini e’ il nostro ministro degli Esteri. Eppure gli ex commissari dell’Unione europea continuano a percepire un’indennita’ mensile pari al 65 per cento del vecchio stipendio (circa 20mila euro netti al mese) come “compenso transitorio” per favorire il loro reinserimento nel mondo del lavoro. In punta di diritto, magari, e’ tutto regolare, ma la vicenda assume i contorni di un vero scandalo per sprechi di soldi pubblici. Innanzitutto, come abbiamo visto, questi signori non sono disoccupati. In secondo luogo, in un momento in cui in tutti i paesi della Ue si chiede ai cittadini di stringere i cordini della borsa, un tale spreco dei soldi dei contribuenti alimenta rabbia, indignazione, e innanzitutto sfiducia nell’Europa. Gli ex commissari, a partire dal ministro Frattini, invece di difendersi a colpi di regolamenti e direttive, farebbero bene a rinunciare pubblicamente all’indennita’ senza perdere troppo tempo. Darebbero cosi’ un piccolo contributo alla credibilita’ dell’Europa, ormai precipitata ai minimi livelli.