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Sprechi e truffe: tre miliardi per i finti poveri

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Tre miliardi di euro, in soli nove mesi, per pagare finti poveri, pensioni ai morti e forniture pubbliche che puzzano di tangenti. La Guardia di Finanza ha stilato un aggiornatissimo Rapporto sugli sprechi nel 2012, dove il primo dato che salta agli occhi è l’aumento di circa mezzo miliardo di euro di uscite riconducibili a questo tipo di illegalità. Su circa 9mila famiglia controllate, per esempio, sono stati scoperti quasi 2.500 falsi poveri, più di uno su quattro: liberi professionisti, imprenditori, pensionati, che riescono ad arraffare agevolazioni per le mense scolastiche, acquisti di libri gratis, iscrizioni agli asili nido, sgravi su medicine e contributi per l’assistenza domiciliare.

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Tutto non dovuto. Non mancano centinaia di persone che riescono a ritirare la pensione di un genitore o di un fratello morto. Come? Con la complicità di un funzionario oppure sfruttando la mancanza di controlli da parte della pubblica amministrazione. Stessa cosa per i falsi invalidi, e per 8.377 cittadini che, nonostante i redditi alti, hanno ottenuto l’esenzione dal ticket sanitario. Un imprenditore di Busto Arsizio è riuscito perfino a incassare un sostegno di 800 euro al mese nonostante i guadagani lordi di oltre due milioni di euro l’anno. Infine, la vicenda di alcune forniture di generi alimentari destinate agli ospedali: grazie a un largo giro di complicità, sono state vendute sul mercato nero con la regia di amministratori infedeli. Sono numeri e storie che certo fotografano uno spaccato dell’Italia fuori legge e confermano una nostra convinzione: se gli sprechi fossero portati a un livello fisiologico non ci sarebbe bisogno di alcuna manovra economica per tenere i conti pubblici sotto controllo.

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