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Spesa farmaceutica: 2010 pesante per i consumatori

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Quanto a farmaci, il 2010 è stato un anno bifronte: il servizio sanitario nazionale sorride, vedendosi ridurre la spesa effettuata, mentre i consumatori hanno dovuto fare fronte a una crescita degli esborsi dovuti a ticket sanitari più cari. Questo, almeno, è quanto attesta la ricerca "Spesa e consumi farmaceutici del Ssn" elaborata da Federfarma a proposito dell’anno passato.

I dati Federfarma
Federfarma è l’associazione nazionale di categoria che rappresenta le oltre 16mila farmacie private convenzionate con il Servizio sanitario nazionale presenti sul nostro Paese. Ricordando come il ticket sia il mezzo tramite cui il cittadino paziente contribuisce alla spesa sanitaria secondo i parametri stabiliti da ciascuna regione, l’indagine di Federfarma ha svelato che, a seguito degli adeguamenti regionali, l’incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini è passata mediamente dal 6,6% del 2009 al 7,6% del 2010.

Differenze regionali
Il dato medio, ovviamente, è il riflesso di diversità e discrepanze regionali. Analizzando più in dettaglio i dati raccolti, per esempio, si nota come nelle regioni in cui il ticket è più determinante,  l’influenza delle quote di partecipazione dei consumatori sulla spesa lorda oscilla tra il 6,3% e il 10,8%.

Sollievo per il SSN
Il 2010 ha invece alleggerito la spesa farmaceutica convenzionata netta sostenuta dal SSN. A fronte di un aumento del numero delle ricette pari al 2,6%, sempre secondo i dati del rapporto Federfarma l’esborso del Sistema sanitario nazionale è calato dello 0,7% rispetto al 2009.

Specificatamente, l’anno scorso le ricette sono state quasi 587 milioni (circa 10 per cittadino), per un totale di oltre 1 miliardo e 73 milioni di confenzioni di farmaci vendute a carico del SSN (più o meno, 18 confenzioni pro-capite).

Da dove arriva il risparmio per il SSN? Dal calo del valore medio delle ricette (-3,2%), effetto delle riduzioni dei prezzi di riferimento dei farmaci varate a più riprese dal Governo e dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco, ovvero l’autorità nazionale competente per l’attività regolatoria dei farmaci in Italia). Secondo alcune stime, tali provvedimenti porteranno il Ssn nazionale a risparmiare 609 milioni di euro.