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Solare termico, ecco il suo futuro

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Il solare termico puo’ fornire molto di piu’ che acqua calda per le nostre case. Ne e’ convinto Gerhard Stryi-Hipp, direttore della European Solar Thermal Technology Platform (Esttp) e che, come sottolineano on line gli esperti di QualEnergia.it, in fondo, e’ l’assunto alla base di una roadmap per far fare il grande balzo tecnologico al settore. Ecco perche’ l’Esttp, nel documento Solar Heating and Cooling for a Sustainable Energy Future in Europe, ha tracciato una sorta di agenda strategica per la ricerca nel settore solare termico, sviluppata da 100 esperti. Si tratta di un’agenda che descrive gli sforzi e le infrastrutture necessarie a raggiungere l’obiettivo di fornire il 50% della domanda di energia per il riscaldamento e il raffrescamento con il solare. Ma per ottenere questo obiettivo bisognera’ fare molto di piu’, con nuove tecnologie e applicazioni che dovranno essere sviluppate e messe in campo nel corso dei prossimi anni avvertono gli esperti del portale dell’energia sostenibile che promuove l’analisi scientifica e ambientale degli scenari energetici e diretto da Gianni Silvestrini.

E gli esperti ricordano che gia’ nel 2006, l’Esttp aveva formulato la sua visione al 2030 per la produzione di calore a bassa temperatura con il solare, facendo lavorare su questo target industriali e ricercatori su una Strategic Research Agenda (Sra) per renderlo fattibile. La Sra -sottolineano ancora- ha identificato interessanti campi di applicazione da far crescere: edilizia solare attiva, ristrutturazioni con il solare, calore solare per processi industriali (fino a 250C) e per riscaldamento e raffrescamento di quartieri (district heating & cooling). Tra le piu’ importanti sfide della ricerca -aggiungono gli esperti di QualeEnergia- ci sara’ lo sviluppo di accumulatori di calore solare sempre piu’ efficienti, economici e compatti da utilizzare nel corso dei mesi invernali. Nel settore del calore l’uso delle fonti convenzionali potrebbe essere ridotto drasticamente una volta che le rinnovate tecnologie, che utilizzano nuovi materiali o processi termochimici, diventeranno disponibili a basso costo sul mercato.

Ma perche’ questo scenario diventi realta’, serviranno allora molte risorse per la ricerca di base che dovra’ puntare ad ottimizzare soprattutto il raffrescamento solare (solar cooling), i collettori solari ad elevate temperature, il trattamento dell’acqua prodotta dal solare. Come si dice spesso in sede europea -spiegano- il solare termico e’ una sorta di gigante ancora dormiente dalle immense potenzialita’. Cio’ vale anche per le altre tecnologie rinnovabili termiche, tanto che, sottolineano ancora, lo Steering Committee dell’Esttp sta pensando di allargare la piattaforma di esperti alle biomasse e alla geotermia. Ma per sfruttare i grandi benefici del solare termico e’ richiesto un sostegno importante alla ricerca e sviluppo e far diventare questa -concludono- una priorita’ dei governi europei, soprattutto perche’ il comparto e’ fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi del 20% di rinnovabili al 2020.