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Scandalo a Milano: la nuova affittopoli che colpisce al cuore la politica

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Ci risiamo. A distanza di 19 anni dall’alba di Mani Pulite in quello stesso luogo dove partirono le prime indagini, il Pio Albergo Trivulzio di Milano, esplode l’inchiesta di una nuova Affittopoli. Case e appartamenti, anche nei migliori quartieri di Milano, date in affitto a prezzi stracciati  a politici, imprenditori, giornalisti, personaggi dell’establishment dell’amministrazione comunale. Perfino deputati e senatori. Lo scandalo, che segnala una nuova ondata di sprechi e privilegi, è tanto più grave se si considera che il Pio Albergo Trivulzio è un ente il cui patrimonio è finanziato da cittadini benefattori e serve a migliorare le condizioni degli anziani ricoverati nella struttura.

Premesso che non bisogna scrivere alcuna sentenza né scivolare nel facile moralismo o, peggio, nelle gogne mediatiche,  la nuova Affittopoli induce a tre riflessioni. La politica, e la credibilità del suo ceto, sono in caduta libera anche per comportamenti odiosi, come gli affitti di favore, che rischiano di alimentare distacco e perfino una demagogico qualunquismo. Il discredito, purtroppo, è bipartisan, come i nomi dei favori che appartengono sia all’area del centrodestra sia a quella del centrosinistra. E da questo virus non ci salveranno i magistrati, ma uno scatto di indignazione e uno sforzo etico: il moralismo non serve, ma con l’amoralità non si può governare. Come ci si può fidare di personaggi che abusano in modo così sfacciato delle loro posizioni di potere? Infine, niente gogne, ma solo trasparenza. Vengano fuori i nomi, e siano distinte le posizioni di favore e di privilegio da normali contratti di locazione.