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Risparmi di Monti: 13 miliardi. Virtuali, finora

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 Una cura da cavallo, che comincia a sortire qualche effetto rilevante, anche se la mannaia dello spread è sempre pronta ad aggravare la situazione. In ogni caso, come descrive Il Sole 24 Ore, luglio conferma il trend positivo del 2012 per quanto riguarda il fabbisogno statale. Nei primi sette mesi del 2012 – rileva infatti il ministero dell’Economia – si è realizzato complessivamente un fabbisogno di 27,4 miliardi, a fronte dei 40,1 miliardi del 2011. In particolare nel mese che si è appena chiuso si è realizzato un avanzo del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 2,3 miliardi. Un segno più in linea con il bilancio aggiornato a giugno, quando i miliardi in meno sul 2011 erano quasi 15.

Fausto Panunzi, docente di Economia politica dell’università Bocconi, prova a fornire qualche chiave di lettura su questo dato numerico. Professore, in concreto che cosa significa per un’economia in recessione quando il fabbisogno cala? Il vantaggio principale per lo Stato italiano è la riduzione della necessità di indebitarsi. In questo momento in cui lo Stato si indebita a tassi poco convenienti, il vantaggio indubbiamente c’è. Il calo del fabbisogno è, a mio parere, il risultato delle manovre passate, quelle di agosto ma credo anche quelle precedenti, sotto l’ex ministro Tremonti. Mancano dati disaggregati, credo tuttavia che la riduzione del fabbisogno sia dovuta in gran parte dai proventi dell’Imu, quindi parliamo soprattutto del lato delle entrate (più che da quello della riduzione della spesa). Non siamo ancora nelle condizioni di poter ridurre la pressione fiscale: il debito pubblico è enorme, comporta interessi esagerati. Questi passi avanti sul fabbisogno sono sì positivi, ma non risolutivi.

Il premier Monti ha chiarito che, se guardiamo al fabbisogno di bilancio, l’Italia in questo momento non sembra aver bisogno di aiuti particolari. Che ne pensa? L’Italia ha un avanzo primario (se non contiamo la spesa per interessi, che è comunque molto elevata). Condivido pertanto questa osservazione. Data la zavorra che abbiamo, i conti sono abbastanza a posto, grazie soprattutto, va ricordato, a una pressione fiscale consistente.