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Rinvio sulle poltrone negli Enti locali

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La riduzione del numero di consiglieri e assessori comunali e provinciali era previstadalla Finanziaria e avrebbe dovuto portare un risparmio di 213 milioni nel triennio 2010-2012

Slitta al 2011 il taglio di consiglieri e assessori comunali e provinciali e il tetto alle indennita’ dei consiglieri regionali, che non potranno superare quelle di deputati e senatori. Sono queste le principali novita’ inserite nella bozza del decreto legge all’esame del consiglio dei ministri di domani. Un testo che, in passato, era stato duramente contestato dai sindaci. Le misure contenute nella manovra prevedevano che i comuni dovessero ridurre di un quarto i consiglieri e di un quinto gli assessori mentre per le province sarebbe dovuta scattare una diminuzione del 20% degli assessori.

La riduzione del numero di consiglieri e assessori comunali e provinciali era prevista dalla Finanziaria e avrebbe dovuto portare un risparmio di 213 milioni nel triennio 2010-2012. Un colpo di scure che aveva provocato la rottura dei rapporti istituzionali tra enti locali e governo. La bozza del decreto legge reintroduce la possibilita’ di nominare i direttori generali solo per i comuni sopra i 100 mila abitanti e mantiene le circoscrizioni per le citta’ sopra 200 mila abitanti. Inoltre, viene rifinanziato il fondo per i piccoli comuni, con un occhio alla presenza di cittadini anziani, anziche’ di bambini. Quanto alle regioni, e’ stabilito che le indennita’ complessive dei consiglieri, comprensive, dunque, di rimborsi spese e diarie, non eccedano i limiti delle indennita’ parlamentari.

Domani il consiglio dei ministri potrebbe decidere di dare il via libera a una delle principali richieste dell’Anci. Quella, cioe’, di poter modificare, o meglio alleggerire, il patto di stabilita’ interno. Il decreto, pero’, introduce una stretta sull’utilizzo degli oneri di urbanizzazione. Per le province, invece, e’ prorogata la compartecipazione all’Irpef.

Sul fronte finanziario il provvedimento assegna al fondo per l’estinzione anticipata dei mutui accesi dagli enti locali 30 milioni l’anno per il periodo 2010-2012. Per comuni e province resta, comunque, il taglio dei trasferimenti per 12 milioni previsto dalla finanziaria per l’anno in corso.