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Riciclo: 9 miliardi di euro di benefici ambientali

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Riciclare fa bene: astenersi evasori fiscali e organizzazioni criminali. Non si sta parlando di riciclaggio di denaro illecito, ma dell’attività di raccolta e riciclo dei rifiuti che nel 2010 in Italia ha prodotto benefici pari a 1,6 miliardi di euro. Nello stesso anno il totale delle materie riciclate ha raggiunto il 64,6% degli imballaggi immessi al consumo (+4,6% rispetto al 2009). I dati sono stati resi noti a Roma dal Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, nel rapporto Mp2 (Materie prime seconde) – L’industria italiana del riciclo tra competizione internazionale e politiche nazionali, realizzato da Althesys e presentato in occasione degli Stati generali del riciclo.

DATI – Emerge infatti che dal 1999 al 2010 la raccolta e il riciclo degli imballaggi ha apportato benefici netti pari a 9,3 miliardi di euro di «valore» eco-ambientale. Inoltre, il riciclo ha evitato l’immissione in atmosfera di 63 milioni di tonnellate di anidride carbonica. «Tre imballaggi su quattro sono recuperati, complessivamente ammontano a 8 milioni di tonnellate su un totale di 11,5 immesse a consumo», ha osservato Walter Facciotto, direttore generale del Conai. Senza la raccolta differenziata e il riciclo, infatti, tutte le frazioni sarebbero confluite nei rifiuti urbani indifferenziati e come tali avviate a smaltimento con i relativi oneri. Il beneficio legato a questo aspetto ammonta a 4,5 miliardi.

TERRASINI – In quest’ottica, è significativa l’iniziativa di Terrasini. Dopo le brillanti esperienze di Niscemi (Cl) e di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), anche nella cittadina in provincia di Palermo è stato inaugurato un Ecopunto con una bottega del baratto e del riutilizzo sostenuta da LiberAmbiente. L’idea è barattare beni da dismettere con generi di prima necessità e nello stesso tempo provvedere a una loro valorizzazione immediata e concreta. Per ogni cento grammi di alluminio, carta, ferro o plastica si accumuleranno punti che danno diritto ad alcuni prodotti realizzati appositamente per Ecopunto. Il cliente potrà quindi scegliere se acquistare i prodotti biologici locali con il marchio LiberAmbiente, oppure comprare quelli sfusi dagli appositi distributori. Con sette chili di carta si riceve un pacco di pasta, due chili di alluminio valgono 100 grammi di fave, 11 chili di plastica sono pari a 3 chili di pomodori pelati. Gli imballaggi raccolti (carta, cartone, plastica, vetro e alluminio) vengono poi ceduti, tramite le amministrazioni pubbliche, al Conai. La bottega accumula i rifiuti, li pressa e li porta al Conai, che paga una tonnellata di alluminio 420 euro mentre una tonnellata di plastica 260 euro. A fine giugno in progetto c’è l’apertura di altri due Ecopunti nel messinese: a Roccalumera e a Sant’Agata di Militello.

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