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Rc auto in continua crescita: + 6 per cento nel primo trimestre

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Non si arresta la crescita dei prezzi per Rc Auto. Dopo il +4,5% del 2010, il valore della raccolta premi è salito del 6% nel primo trimestre. È quanto afferma il presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini nella relazione annuale. Secondo l’autorità le compagnie hanno «scaricato sui prezzi l’onere dei maggiori costi». La raccolta – fa notare l’Isvap – è cresciuta nel 2010 del 4,5% in valore, a fronte di un parco veicoli invariato: «Significa che sono i prezzi ad agire da elemento propulsivo». La tendenza è proseguita nel primo trimestre di quest’anno: «Con un ulteriore incremento del 6% del valore dei premi raccolti». L’Isvap, rivela Giannini, ha intanto avviato 14 istruttorie nei confronti di altrettante compagnie per sospetta elusione dell’obbligo a contrarre.

Le istruttorie dell’Isvap
Nello specifico l’istituto che vigila sulle assicurazioni private e di interesse collettivo, nel corso del 2010, ha avvito 14 istruttorie nei confronti di altrettante compagnie sul settore delle polizze Rc auto, per sospetta elusione, attraverso l’applicazione di tariffe fino a 8.500 euro, dell’obbligo a contrarre (che impone di stipulare una polizza senza l’applicazione di alcuna discriminazione territoriale) previsto dalla legge a carico delle imprese. Di queste – si legge nel rapporto annuale dell’istituto – 13 si sono concluse con l’avvio del processo sanzionatorio, con multe che possono arrivare fino a 5 milioni. Inoltre, sono state aperte indagini sul fenomeno delle disdette di massa dei contratti Rc auto, attuate da alcune compagnie, prevalentemente per alcune categorie di assicurati e per vaste zone del paese (soprattuto al Sud).

Redditività in calo per il settore
Secondo il presidente dell’Isvap il settore assicurativo nel 2010 si è confermato solido ma la redditività è in calo. Il risultato d’esercizio del settore lo scorso anno è stato negativo per 731 milioni per le svalutazioni di bilancio e il protrarsi del ciclo negativo. Cresciute le riserve tecniche a 492 miliardi, invariati gli indici di solvibilità sia per il ramo danni che per il vita. Le incertezze della situazione internazionale, soprattutto europea, con «crisi di paesi a noi vicini – ammonisce Giannini – ci portano a richiamare l’impegno delle imprese nel procedere con cautela e lungimiranza nella strategia d’investimento».

Tetto ai bonus dei top manager
L’Isvap ha varato un regolamento sulle politiche di remunerazione che impone un tetto alle retribuzioni variabili dei top manager del settore assicurativo. A differenza del settore bancario, osserva Giannini, per le assicurazioni non c’é la fonte normativa di una direttiva comunitaria. Le linee guida vogliono garantire «incentivi coerenti con gli interessi di lungo termine dell’impresa e dei suoi assicurati». Previsti criteri di corretta strutturazione della retribuzione e anche il meccanismo di restituzione dei bonus.