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Province: devono chiudere ma intanto fanno spese pazze

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Braccialetti tricolore, orologi, cravatte e addirittura lingotti. No non stiamo parlando delle ultime novità in fatto di moda ma delle costosissime quanto inutili spese di rappresentanza delle province.

In attesa del cosiddetto decreto taglia-province su cui il Consiglio dei ministri si pronuncerà a fine ottobre, non mancano le amministrazioni provinciali come quella di Milano dove la giunta di Guido Podestà ha un’usanza molto particolare: comprare lingotti d’oro per poi fonderli e farci medaglie e coppe da regalare. Abitudine appunto particolare dato che, scorrendo la lista delle spese, si scopre che la stessa giunta ha speso quasi 3mila euro per medaglie, coppe e targhe a cui si aggiungono 6mila euro di orologi.

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Tra le spese che le province hanno deciso di affrontare nel corso del 2011 se ne trovano davvero di assurde. Addobbi floreali, foto, catering, agende: dentro le generiche spese di rappresentanza finisce veramente di tutto e i soldi spesi in tempi di forte crisi economica come quello attuale non sono proprio pochi.

Anche l’amore per la Patria a volte arriva a costare un pò troppo come a Torino dove l’amministrazione ha deciso di spendere ben 20 mila euro in braccialetti tricolore. Un patriottismo spendaccione da cui non è esente neppure la provincia di Napoli dove i dipendenti sono stati omaggiati con 54 cravatte al modico prezzo di 1.300 euro, 22 foulard a soli 931 euro e 193 borselli a 995 euro. Il tutto, ovviamente, con il logo della provincia. Non sono poche poi le province che hanno a cuore la propria istituzione. Palermo, ad esempio, ha dimostrato questo attaccamento spendendo mille e mille euro in agendine, penne e cornici con tanto di logo ufficiale.

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Tante, pure, le amministrazioni che amano suggellare il proprio mandato come quella di Fermo che è arrivata a spendere 1.082 euro solo per un album fotografico. I festeggiamenti per il centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia non hanno poi di certo aiutato le amministrazioni provinciali. Reggio Emilia, sotto la voce “iniziative istituzionali” ha speso ben 4mila euro in bandiere. Più contenute Latina e Verona: mentre la prima ha speso 2.840 euro per il tricolore, Verona ha preferito i gagliardetti da tavolo per un totale di 1.410 euro.

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La gran parte dei soldi se ne va, infine, in colazioni, buffet e pranzi. A Palermo, per l’anniversario della Guardia di Finanza, sono andati via addirittura 6mila euro per il servizio catering. Situazione simile a Torino in occasione del raduno dei bersaglieri e a Verona per il raduno della Polizia di Stato.