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Più healthcare e cibi di qualità: le donne cambiano i consumi

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Monica D’Ascenzo

 
Alimentare, healthcare e istruzione. Sono questi i settori che secondo Goldman Sachs potrebbero beneficiare dell’aumentato potere d’acquisto delle donne. Il tema, cui la banca americana ha dedicato già da anni studi specifici, sta diven-tando via via più interessante proprio per i risvolti che può avere sul mondo economico e finanziario. «Le ricerche di Euromonit or indicano che già ora le donne rappresentano i tre quarti della spesa di beni di consumo.
Uno studio interessante di Goldman Sachs intitolato "Il potere della borsetta" ha analizzato quali aree potrebbero beneficiare di più di un maggior potere d’acquisto delle donne. I principali settori includono il cibo di alta qualità, e il settore della salute, che comprende farmaci e servizi ospedalieri.
È anche probabile che ci sia più domanda di istruzione» commenta Sheila Patel, cohead Emea di Goldman Sachs Asset Management, che aggiunge: «In tutto il mondo, inclusi i paesi occidentali, le don-ne rimangono tuttavia finanziariamente più deboli degli uomini, e continuano ad essere sottorappresentate nelle posizioni chiave.
Abbiamo bisogno che le donne partecipino in tutte le fasi della vita pubblica, e che siano rappresentate in ogni livello delle organizzazioni pubbliche e private. Non si tratta di fare qualcosa di "politicamente corretto", ma di riconoscere il fatto che aiutare le donne a realizzare il loro potenziale significa aumentare la forza e la produttività delle organizzazioni nel complesso».

Esiste una correlazione tra la gender equality e la cresci-ta economica di un paese?
Lo stesso studio di Goldman ha analizzato questo aspetto e ha concluso che migliorare l’eguaglianza di genere coincide con una rapida crescita della classe media. Dagli attuali 1,7 miliardi di persone, ci aspettiamo che la classe media mondiale raggiunga i 3,6 miliardi entro il 2030, di cui 85% vivrà nei paesi Bric e nei "Next Eleven". Nei prossimi cinque anni, l’impatto combinato di una maggiore uguaglianza e dell’emergere della classe me-dia sarà più evidente in Cina e Russia, due dei mercati che stanno crescendo maggiormente al mondo.
La classe media indiana registrerà una forte crescita, ma i cambiamenti dei consumi rimarranno comunque lievi per il basso status che caratterizza le donne di quel paese.
Esistono studi che creano una correlazione tra redditività delle aziende e presenza di donne nel top management.
Lei crede che ci sia un legame reale?
Penso che la diversità aiuti i processi decisionali e questo ha un impatto diretto sulla performance e la profittabilit à delle organizzazioni. Quando hai un gruppo bilanciato di uomini e donne nel top management, tendi a ge-nerare discussioni più ponderate e hai una maggiore propensione a sfidare il "pensiero convenzionale".

Cosa pensa delle quote rosa che sono già legge in Norvegia, Spagna e Francia, sono un’indicazione in Uk, una proposta di legge in Italia e un’ipotesi di lavoro in Germania?
Non sosterrei le quote rosa come mezzo principale per sostenere le carriere delle donne. L’abilità e i risultati individuali devono essere il fattore decisivo nelle decisioni di as-sunzione e promozione.
L’impegno che Goldman ha preso, ad esempio, non è basato sulle quote, ma sul facilitare attivamente le progressioni di carriera. Penso sia anche importante non guardare al genere come ad un argomento isolato, ma considerarlo parte del tema della diversità. Le società hanno bisogno di strategie che possano creare un vero cambiamento, cambiando le culture aziendali e portando i temi della diversità al centro di processi fondamentali come il recruiting, la formazione e lo sviluppo di carriera. Se è la diversità a rappresentare l’obiettivo base, le donne avranno più possibilità di crescere ed avere successo.