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Per l’incidente petrolifero al largo di Rio de Janeiro si teme il disastro

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Una marea nera di circa 160 chilometri quadrati minaccia l’ecosistema marino vicino alle coste di Rio de Janeiro, in Brasile: la multinazionale Chevron, che solo all’inizio del 2011 è stata oggetto di una condanna schok che la impegna al risarcimento di 8,6 miliardi per disastri naturali ai danni delle comunità indigene dell’Amazzonia (vedi box a lato), ha fatto sapere che la perdita potrebbe essere stata provocata dalla perforazione di un pozzo sperimentale, ma le cause non sono ancora state ufficialmente definite.

 
L’unica certezza, come sempre, è che un’altra porzione di ambiente naturale, con tutte le specie viventi che in esse dimorano, è stata danneggiata irrimediabilmente: il petrolio fuoriuscito è arrivato a 120 chilometri dalla costa e per il suo controllo sono state messe al lavoro ben 17 navi. Non è sicuro, però, il risultato di questi interventi: la perdita sembra provenire dal campo petrolifero Frade, un pozzo a circa 1.200 metri di profondità, dal quale si estraggono circa 79.000 barili di petrolio al giorno.
 
Non resta che monitorare attentamente l’evoluzione dell’ennesimo incidente in mare, ricordando la promessa della compagnia petrolifera, che ha reso noto l’intenzione di chiudere al più presto il pozzo interessato dalla falla con una colata di cemento.
 
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