Parte la rivoluzione ambientalista voluta dai giovani di tutto il mondo | Non Sprecare
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Parte la rivoluzione ambientalista voluta dai giovani di tutto il mondo

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Carlo  Lavalle

Vogliono la rivoluzione verde per proteggere la Terra dai cambiamenti climatici i giovani che marceranno uniti dal 7 al 14 maggio nelle città di tutto il mondo. Da San Francisco a Londra, da Pechino a Boston, dall’Alaska all’Africa una moltitudine di ragazzi e ragazze, chiamata alla mobilitazione globale da iMatter, un movimento nato grazie all’iniziativa di Alec Loorz, un attivista pro ambiente appena sedicenne ma determinato più di un adulto, cercherà di convincere i governi ad ascoltare la loro voce che invita ad abbracciare senza titubanze la causa ecologista.

Al loro fianco è scesa un’alleanza di reti, personalità ed associazioni che annovera tra le sue fila Greenpeace, 350.0rg, Sierra Club, Tck tck tck Global Campaign for Climate Action, Earth Day Network, US Green Building Council e sponsor come Rockfeller Brothers Foundation, Ted Turner Foundation, e Wallace Global Fund. Raccolta sotto una stessa bandiera la nuova generazione insorgente mostra una consapevolezza priva di indecisione. Il nemico numero uno sono le fonti fossili. Lo dicono chiaramente gli scienziati che hanno studiato a fondo il problema. Per evitare il peggio e non ritrovarsi un giorno davanti ad un pianeta inospitale e inabitabile per la maggior parte delle specie bisogna ridurre in modo drastico le emissioni di anidride carbonica.

Via perciò carbone, petrolio e gas che inquinano aria e atmosfera. Spazio all’energia pulita e ad uno stile di vita più sostenibile ed in sintonia con la natura che va difesa in quanto nostro bene comune al di là degli interessi e delle convenienze private. La posta in gioco è molto alta, sostengono i promotori della marcia internazionale. Si tratta di non compromettere la vita futura e garantire la sopravvivenza del genere umano. Il messaggio di iMarch cresce e si diffonde on line. Sul web è stata realizzata una piattaforma che in home page ha in bella evidenza una Google Map, in cui si possono vedere i tanti luoghi dove si svolgeranno le numerose dimostrazioni previste.

Nella pagina iniziale campeggia inoltre un video promozionale e una lettera di Alec Loorz che riassume il senso della manifestazione spiegandone in breve i contenuti. Il tam tam della green revolution risuona anche sul blog imatterblogger.wordpress.com , creato appositamente, e sui più importanti social network. Facebook e Twitter, attivati per l’occasione, fanno da cassa di risonanza del nuovo e rivoluzionario fermento giovanile ecologista. Kids vs global warming, un’organizzazione no profit fondata da un Alec Loorz soltanto dodicenne dopo essersi convertito alla fede ambientalista folgorato dal film di Al Gore “an inconvenient truth”, mette a disposizione persino un’applicazione iMatter per iPhone.

Nel frattempo sul sito principale di iMatter, nel quale è possibile sottoscrivere una petizione indirizzata alle corti statunitensi, il calendario delle attività si arricchisce di continue adesioni. In successione scorrono i nomi delle città di Odessa, Islamabad, San Salvador, Atene, Bucarest mentre le varie Caroline, Diane, Tania cliccano sul loro bottone Like nella bacheca di Facebook per non far mancare il proprio sostegno o annunciare la loro partecipazione. Il linguaggio utilizzato ha spesso toni e accenti vibranti. Ai principali destinatari, i giovani propri coetanei, gli organizzatori rivolgono un appello a rivendicare il diritto di far sentire le proprie ragioni e la propria autorità morale e ad agire immediatamente prendendo un impegno in prima persona per modificare lo stato di cose presente.

“Ogni generazione ha bisogno di una nuova rivoluzione”, si dice citando una frase di Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti d’America. Quella che vuole predicare e portare avanti la gioventù guidata da Alec Loorz, influenzato dalle idee di Al Gore, comporta un risoluto rinnovamento ambientalista, implicando un cambiamento radicale del modo di pensare e di fare a partire dal singolo. Meno consumi, meno sprechi e maggiore attenzione al patrimonio naturale e alla questione energetica. Ciascun individuo deve imparare a vivere le decisioni del presente avendo in mente la preoccupazione del futuro che riguarda soprattutto i bambini e i ragazzi di oggi. Nel mondo ci sono in tutto 1,2 miliardi di giovani e il 34% della popolazione globale ha meno di 24 anni.

Alle istituzioni si chiede invece con fermezza di adottare un piano per fermare i combustibili fossili proponendo di diminuire del 5% ogni anno le emissioni di gas serra sulla scia di quanto prospettato da James Hansen, professore di Scienza della Terra e direttore del Goddard Institute for Space Studies della Nasa, divenuto convinto paladino di una resistenza civile contro il riscaldamento globale e assertore della chiusura delle centrali a carbone. Se hai la febbre alta non ti puoi accontentare di qualche palliativo ma devi assumere la medicina adeguata. In questo caso, afferma iMarch, il rimedio per affrontare la crisi climatica non può essere parziale ma comprendere misure di portata generale e rivoluzionaria.

 

 

 

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