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Occhio al 15 giugno: la notte della Luna nera

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Lo spettacolo astronomico del 2011 si avvicina: la notte del 15 giugno potremo vedere una eclisse totale di Luna tra le più “nere” che la natura possa offrire perché il nostro satellite attraverserà quasi esattamente il centro del cono d’ombra proiettato dalla Terra (disegno).

Sarà anche uno spettacolo dall’orario comodo, perché la fase massima si verificherà alle 22 e 13 minuti, la fine della totalità alle 23,03 e l’uscita dall’ombra tre minuti dopo mezzanotte. La temperatura estiva, poi, renderà l’osservazione ancora più gradevole.

Non sarà invece, per l’Italia, uno spettacolo completo. Per gran parte della penisola, dalle Alpi a Reggio Calabria, la Luna sorgerà già parzialmente oscurata dall’ombra della Terra. A rovinare un poco la festa sarà anche la modesta altezza della Luna sull’orizzonte, specialmente per chi assisterà all’eclisse dall’Italia del Nord. Nella fase massima per chi abita a Milano la Luna si troverà ad appena 8° sopra l’orizzonte.

Piemonte e Valle d’Aosta saranno regioni particolarmente penalizzate: a Torino la Luna sorgerà solo alle 21,10 e durante la fase massima ad Aosta raggiungerà a stento un’altezza di 6°, con il rischio che foschie, montagne e altri ostacoli impediscano di seguire l’eclisse. Soltanto Reggio Calabria avrà già la Luna sul proprio orizzonte (a 1°, però…) all’ingresso nell’ombra. Nessuna località italiana potrà invece vedere l’ingresso nella penombra, cosa peraltro poco interessante e praticamente impercettibile.

L’attesa per la notte del 15 giugno è forte anche perché il digiuno di eclissi totali di Luna dura dal 3-4 marzo 2007, e poi durerà di nuovo a lungo, fino all’eclisse del 28 settembre 2015.

E’ ovvio che un’eclisse totale di Luna può avvenire soltanto in coincidenza con il pleniluni, quando Sole, Terra e Luna sono allineati in questo ordine. Ma poiché il piano dell’orbita lunare è inclinato di 5° rispetto all’orbita terrestre, questa situazione non è sufficiente: occorre anche che la Luna piena si verifichi mente il satellite si trova a transitare in vicinanza del punto nel quale l’orbita lunare interseca il piano dell’orbita terrestre.

Si definisce la “grandezza” di un’eclisse in funzione in base alla frazione di diametro lunare che viene oscurata nella fase massima. Con grandezza inferiore a 1, l’eclisse è parziale; dalla grandezza uguale a 1 in poi si ha un’eclisse totale; una grandezza maggiore corrisponde a un’eclisse più profonda, cioè a una maggiore immersione nel cono d’ombra della Terra. Nel caso di mercoledì 15 giugno la grandezza sarà 1,7, quasi quella massima possibile; in altre parole, la Luna si immergerà nell’ombra per un tragitto pari a 1,7 volte il suo diametro.

Rispetto al plenilunio, un’eclisse riduce la luminosità della Luna fino a 10 mila volte. Ma neppure nelle eclissi più buie la Luna scompare del tutto perché un po’ di luce viene sempre diffusa, anche dentro il cono d’ombra, dall’atmosfera terrestre. Il colore della lice residua tende al rosso cupo, al colore del rame, e infatti si parla di “colorazione cuprea”. La maggiore o minore oscurità di una eclisse totale di Luna dipende anche dall’inquinamento atmosferico terrestre: un’aria inquinata dal particolato fine diffonde meglio la luce radente. Il 15 giugno, mettendo insieme il fatto che l’eclisse è assai profonda, l’inquinamento non manca e soprattutto la Luna sarà molto bassa sull’orizzonte e quindi poco luminosa, è possibile che, osservando a occhio nudo, il nostro satellite scompaia del tutto.

Lo strumento migliore per osservare un’eclisse di Luna è il binocolo. Un piccolo telescopio è necessario però se si vuole seguire con precisione l’avanzare dell’ombra tra i crateri e i “mari” del nostro satellite.

L’eclisse del 15 giugno avverrà sullo sfondo delle stelle della costellazione di Ophiucus, il Serpentario, il tredicesimo segno zodiacale, ignorato dagli astrologi. Se non altro questa circostanza dovrebbe salvarci dalle solite sciocchezze degli oroscopi.