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Nove giovani su dieci navigano in rete

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Anche se l’Italia continua a rimanere indietro, rispetto a molti Paesi dell’Unione europea, per la qualità e la quantità delle connessioni Internet, la rete ormai è di casa nel Paese: oltre il 50% degli italiani naviga quotidianamente, un dato che sale al 90% tra i giovani. E’ quanto risulta dal 45° Rapporto Censis sulla situazione sociale italiana. Il web viene usato per informarsi (anche se la tv continua a farla da padrona soprattutto tra gli anzianie i meno istruiti), cercare lavoro, pagare le bollette e consultare lo stradario.

I NUMERI – In dettaglio, gli italiani che usano Internet sono pari al 53,1% (+6,1% rispetto al 2009). Il dato complessivo si fraziona tra l’87,4% dei giovani e il 15,1% degli anziani (65-80 anni), tra il 72,2% delle persone più istruite e il 37,7% di quelle meno scolarizzate. Tutti i dati inoltre confermano l’affermazione progressiva di percorsi individuali di fruizione dei contenuti e di acquisizione delle informazioni da parte dei singoli.

LA QUALITA‘ – Tuttavia l’Italia continua a rimanere indietro rispetto a molti Paesi dell’Unione europea, sia per quel che riguarda la diffusione dell’accesso a Internet, sia per la qualità della connessione. In entrambi i casi il nostro Paese si colloca al ventunesimo posto: per quanto riguarda l’accesso a Internet da casa, tra le famiglie che hanno almeno un componente tra i 16 e i 64 anni si raggiunge il 59% (rispetto alla media europea del 70%). L’accesso mediante banda larga registra invece un tasso di penetrazione del 49% rispetto alla media europea del 61%.

L’INFORMAZIONE – Nel mondo dell’informazione la centralità dei telegiornali è ancora fuori discussione, visto che l’80,9% degli italiani li utilizza come fonte principale. Tra i giovani, però, il dato scende al 69,2%, avvicinandosi molto al 65,7% riferito ai motori di ricerca su Internet e al 61,5% di Facebook. Per la popolazione complessiva, al secondo posto si collocano i giornali radio (56,4%), poi la carta stampata con i quotidiani (47,7%) e i periodici (46,5%). Dopo ci sono il televideo (45%), i motori di ricerca come Google (41,4%), i siti web d’informazione (29,5%), Facebook (26,8%), i quotidiani on line (21,8%). Nel caso delle tv all news (16,3% complessivamente) risultano discriminanti l’età (il dato sale al 20,1% tra gli adulti) e il titolo di studio (il 21,7% tra i diplomati e laureati).