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Netturbini chiacchierano in servizio, Sindaco pubblica le foto su Facebook

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Inizialmente era «governo partecipato attraverso Facebook». Poi Michele Emiliano si è fatto prendere la mano: la piazza virtuale più frequentata dagli italiani è diventata il palcoscenico dal quale il sindaco di Bari bacchetta cittadini e consiglieri comunali, politici «vecchi» ed elettori disincantati. Promette la svolta: il tempo del «barese nuovo». L’ultima vittima dell’azione moralizzatrice del sindaco di Bari, un passato nella magistratura antimafia, sono i fannulloni delle aziende comunali che gestiscono igiene urbana e trasporti.

IL CASO – A originare l’ultima clamorosa polemica, una fotografia che un «fan» ha recapitato al sindaco Emiliano: lo scatto immortalava tre operatori ecologici che, scope in mano, erano intenti a chiacchierare. A corredare l’immagine, la lamentela del cittadino-fotografo: la strada è sempre sporca. Emiliano parte lancia in resta: invita i dipendenti dell’Amiu (l’azienda di igiene urbana) ritratti, a dare una spiegazione di quella foto per evitare che la dimostrazione di indolenza resti senza appello. Scoppia la polemica con accuse scontate e difese d’ufficio. Emiliano tenta di aggiustare il tiro: «So anch’io che la foto non prova niente, ma troppa gente, dappertutto, non fa il suo dovere. E gli italiani sono esasperati».

I COMMENTI – Qualche minuto dopo prende di mira qualcun altro: i «bastardi» che hanno fracassato le panchine e le telecamere in una piazzetta. Su Facebook la querelle va avanti, tra una battuta sui risultati del Bari e un commento per la crescita dello stesso sindaco vulcanico nella classifica di gradimento degli amministratori italiani, c’è spazio anche per bacchettare chi abbandona i sacchetti accanto ai cassonetti troppo pieni. «Se il cassonetto è pieno, il sacchetto si riporta a casa», avverte. Ma la crociata di Emiliano non si limita al mondo virtuale di Facebook. Ha parole, in un’intervista, altrettanto aspre nei confronti degli autisti dei bus che si fingono malati per non lavorare nei giorni di festa. «In troppi quando conquistano il posto di lavoro pubblico, credono di aver fatto 13 al Totocalcio. Ora basta».

LA DECISIONE – Intanto il presidente dell’Amiu, Giuseppe Savino, annuncia di aver preso il primo provvedimento. Sui tre dipendenti della foto è stata aperta un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità.