Nel Lazio si tagliano le auto blu, ma restano gli autisti. E chi paga? | Non Sprecare
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Nel Lazio si tagliano le auto blu, ma restano gli autisti. E chi paga?

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Travolta dal vortice degli scandali e trascinata alle elezioni anticipate, l’assemblea regionale del Lazio è stata costretta a tagliare il servizio delle auto blu, abbinato alla moltiplicazione delle commissioni, dove ciascun presidente aveva la sua vettura e il suo autista. Il risultato è stato molto drastico: dalle 30 automobili di servizio in dotazione, quasi una ogni due consiglieri, si è passati a soltanto 5 vetture, con un enorme risparmio per la pubblica amministrazione.

Basta pensare che ciascuna di queste automobili costava, solanto per bollo, assicurazione e benzina, qualcosa come 2mila euro netti al mese, e ciascun consigliere regionale ha beneficiato, in media, di rimborsi chilometrici per 5.285 chilometri. Praticamente erano sempre in viaggio. A queste cifre bisogna poi aggiungere la spesa degli stipendi degli autisti, e qui la spending review laziale si è fermata. Sulla carta gli autisti della regione Lazio sono una quarantina, e certo non servono più visto che le auto blu sono diventate soltanto cinque. Così si è deciso di riconvertirli, in modo morbido, assicurando cioè a ciascuno di loro un profilo professionale coerente con il vecchio incarico e un trattamento economico dello stesso livello. Nessun danno, insomma. Ma ciò non è bastato a fermare la rivolta dei sindacati interni che non vogliono assolutamente sposare gli autisti senz’auto. E certo in questa durezza pesa il particolare che, grazie alle voci accessorie ( a partire dagli straordinari) la busta paga degli autisti lievitava del 30 per cento, mentre con i turni di lavoro delle auto blu si potevano avere anche tre giorni liberi alla settimana. Condizioni non replicabili con altre mansioni. Così la regione Lazio resta, al momento, senza auto blu ma con gli autisti in servizio come se non fosse accaduto nulla.

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