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Meno Stato, meno soldi e meno sprechi:la scommessa che arriva da Londra

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Tutti i governi del mondo occidentale sono alle prese con l’obiettivo di ridurre il deficit pubblico diventato ovunque insostenibile e incompatibile con una solida ripresa dell’economia. Obama punta addirittura a dimezzarlo, e sulla stessa strada procedono Germania e Francia. Ma il paese con le idee più avanzate, in questo momento, è la Gran Bretagna guidata da David Cameron, il quarantenne leader del partito conservatore. Cameron ha vinto le elezioni nel maggio scorso con un programma di forti tagli alla spesa pubblica e con una parola chiave per riorganizzare la macchina dello stato e le sue funzioni: Big Society. Di che cosa si tratta? In pratica,  l’obiettivo è quello di ridurre spesa corrente e sprechi, senza tagliare i servizi, consentendo ai cittadini e alle singole comunità di svolgere un ruolo autonomo nella vita sociale del paese. Una quota dei servizi, oggi tutti a carico del bilancio pubblico con costi stratosferici, andrebbe così trasferita ad associazioni e gruppi provenienti dall’universo del volontariato. La Big Society è una società che avanza, assumendo ruoli e responsabilità, a fronte di uno Sato che arretra, non per privatizzare i servizi pubblici come è avvenuto nella lunga stagione della Thatcher, ma per trasferire competenze verso il basso. E’ una società poliarchica, in grado di esprimere nuove forme di cittadinanza e innanzitutto di ridurre sprechi, inefficienze e clientele del settore statale. Una missione affascinante per un governo che vuole lasciare un segno di cambiamento e di modernizzazione. E anche una scommessa  per rafforzare la democrazia.