Mangiare con mamma e papà non è uno spreco di tempo | Non Sprecare
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Mangiare con mamma e papà non è uno spreco di tempo

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I genitori sanno essere assai stressanti. Soprattutto a tavola, dove non rinunciano alle raccomandazioni salutiste per il bene dei pargoli: la verdura che fa tanto bene, carne e pesce per crescere, il latte per avere ossa forti…Bambini e ragazzi forse ne farebbero volentieri a meno, ma ora uno studio americano dimostra che quei pasti consumati in famiglia sono la base per imparare a mangiare correttamente. Qualcosa di cui ringraziare mamma e papa’ per il resto della vita, insomma.

ADOLESCENTI ? La ricerca, pubblicata sul numero di marzo/aprile del Journal of Nutrition Education and Behavior, e’ stata condotta da alcuni ricercatori dell’universita’ del Minnesota, negli USA, su quasi 700 ragazzi e ragazze fra i 12 e i 18 anni che avevano partecipato all’indagine EAT, mirata a studiare le abitudini alimentari degli adolescenti correlate a fattori socioeconomici, comportamentali e personali. Primo risultato, niente affatto inatteso: man mano che crescono, i ragazzi tendono a mangiare sempre piu’ spesso fuori casa (pranza e cena regolarmente in famiglia il 60 per cento dei dodicenni e solo il 30 per cento dei diciottenni). Secondo risultato, da sottolineare con l’evidenziatore: chi continua a mangiare con una certa frequenza a casa, assieme ai familiari (il minimo sindacale e’ 5 pasti alla settimana), ha una dieta mediamente piu’ sana di chi pranza a scuola o con gli amici. Consuma infatti piu’ frutta e verdura e cibi ricchi di calcio, introduce piu’ vitamine e minerali essenziali e mangia fibre in maggior quantita’. A dir la verita’, mai comunque abbastanza: Anche molti degli adolescenti che mangiano piu’ spesso in famiglia non raggiungono le quantita’ giornaliere raccomandate di vegetali, fibre, cereali integrali e micronutrienti come potassio, magnesio o vitamina E, spiega Teri L. Burgess-Champoux, l’autrice della ricerca statunitense. Figuriamoci chi pranza al fast food.

ABITUDINI ? Resta il fatto che il periodo di transizione fra infanzia ed eta’ adulta sembra essere particolarmente delicato per apprendere le buone abitudini alimentari: I pasti regolari in famiglia hanno un impatto positivo sulle scelte dietetiche future dei ragazzi, dice la Burgess-Champoux. Abbiamo verificato che i dodicenni e tredicenni che mangiavano piu’ spesso a casa tendevano ad alimentarsi in modo piu’ sano anche a 5 anni di distanza. I benefici, quindi, sono piu’ a lungo termine di quanto si potrebbe pensare: dovremmo spiegare ai genitori che condividere i pasti coi figli in questa delicata eta’ di transizione e’ indispensabile per il bene dei figli. Che le abitudini apprese in casa contino piu’ di quanto si pensi lo conferma Laura Rossi, ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN): L’obesita’ si trasmette in famiglia non tanto per i geni, quanto per le cattive abitudini alimentari che si ereditano dai genitori. Quando i bambini e i ragazzi mangiano in famiglia imparano come alimentarsi, acquisendo un “imprinting” che durera’ per il resto della loro vita: le abitudini prese da giovani e giovanissimi sono poi difficilissime, se non impossibili da cambiare ? spiega Rossi ?. Se un bimbo o un adolescente non mangia verdura, e’ improbabile che cominci a farlo da adulto: e’ infatti da giovani che si impara ad apprezzare il gusto dei vari alimenti (verdure e frutta comprese), se mamma e papa’ ce li fanno assaggiare. Per questo e’ importante consumare i pasti a casa. A patto che, naturalmente, mamma e papa’ trasmettano davvero sane abitudini.