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Ma siamo sicuri che la famiglia italiana e’ piu’ povera?

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L’Istat ci ha appena avvertito che il reddito disponibile delle famiglie italiane è sceso, nello scorso anno, dello 0,6 per cento. Stiamo diventando più poveri? Sicuramente siamo ancora al centro di una crisi che colpisce redditi e consumi, ma se guardiamo agli indicatori che misurano il benessere, sotto il profilo della ricchezza disponibile, le cose stanno diversamente. Innanzitutto tre famiglie su quattro hanno la proprietà della casa, e mediamente una famiglia italiana può contare su un patrimonio complessivo di circa 350mila euro. I debiti privati sono bassi, quasi sempre per i mutui; in molti nuclei familiari entrano due stipendi; l’evasione diffusa e il nero di molte attività rappresentano risorse che sfuggono a qualsiasi rilevazione. Se poi date un occhio ai ristoranti la sera, specie nelle grandi città, li troverete sempre pieni di clienti. Conclusione: il ceto medio italiano è uno dei più solidi in Europa, e certo sta meglio di quello americano, dei tedeschi e degli inglesi.

Piuttosto siamo vittime di una raffica di aumenti, a partire dalla benzina che ha toccato il nuovo record di 1,584 euro al litro, per passare alle bollette energetiche, alle assicurazioni, alle impennate dei generi alimentari. In questi ambiti le tensioni internazionali sono spesso un alibi: la verità è che né il governo né le autorità di garanzia (profumatamente pagate dai contribuenti) riescono a mettere un argine alla speculazione. E i cittadini vengono colpiti impunemente.

Infine, nelle abitudini degli italiani si iniziano a vedere stili di vita che riducono gli sprechi. Nel 2010, per esempio, per la prima volta negli ultimi dieci anni lo spreco di cibo si è ridotto quasi del 15 per cento. Per effetto della crisi, e forse anche delle campagne sull’opinione pubblica, stiamo imparando a migliorare la spesa al supermercato ed a non gettare alimenti commestibili nei rifiuti. Senza sprechi, usciremo prima e meglio dalla crisi.