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L’Italia ha due mesi per essere in regola sull’efficienza edilizia

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L’Italia ha 2 mesi di tempo per conformarsi alle norme dell’UE nell’ambito dell’efficienza edilizia, altrimenti rischierà di essere deferita davanti alla Corte di Giustizia Europea – ad affermarlo è una nota ufficiale di Bruxelles, dove la Commissione, già a partire dallo scorso novembre, aveva riscontrato un’incompletezza della nostra legislazione nelle procedure di adeguamento alla Direttiva 2002/91/CE in materia di rendimento energetico degli edifici.

Nonostante le autorità italiane abbiano (in parte) già cercato di adottare delle misure supplementari per una maggiore conformità con la norma UE, la Commissione ha comunque riscontrato dei problemi relativi, ad esempio, all’autocertificazione del rendimento energetico degli edifici per i proprietari che intendono vendere i loro immobili con classe di consumo inferiore (G) – il cui rilascio, tra l’altro, non è affatto obbligatorio sugli edifici “già esistenti“ quando si tratta di contratti di affitto.
Il Belpaese inoltre, non ha ancora messo in atto misure adeguate per garantire controlli regolari degli impianti di condizionamento dell’aria. Questi controlli servono ad assicurare il rendimento ottimale degli impianti e devono includere anche consigli e informazioni sulle possibili migliorie e soluzioni alternative.
Il comparto dell’edilizia, attualmente consuma il 40% dell’energia e produce il 36% delle emissioni di CO2 dell’Unione europea. Se l’Italia riuscisse ad adottare le misure necessarie in materia di efficienza energetica degli edifici, entro il 2020 otterrebbe una riduzione significativa del consumo energetico e delle emissioni di CO2 nell’ambito di questo settore.

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