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Leggete le buone idee degli eco comuni

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Nell’Italia prima dell’Italia c’erano già. Millenari o centenari, arroccati su una montagna, al centro di una vallata o a due passi dal mare. Sono i piccoli comuni del Bel Paese – ne sono stati contati duemila che non superano i 5 mila abitanti – pronti a festeggiarsi, questa domenica 8 maggio, per “Voler bene all’Italia”, ottava edizione della Festa nazionale dei piccoli comuni, organizzata da Legambiente, Enel Green Power e con il patrocinio del presidente della Repubblica. «Questi comuni rappresentano un federalismo di eccellenze e forse, al di là della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, la vera identità nazionale pronta a sfidare i grossi centri, a colpi di idee e innovazione». Ermete Realacci, ambientalista e deputato
del Pd, promotore di una legge (“a un passo dalla sua applicazione, si spera entro la fine dell’anno”) che tutela e stimola il buon governo dei nostri piccoli borghi, ammette che i 40 milioni stanziati ogni anno dallo Stato non sono una grossa cifra, «comunque un grosso stimolo per amministratori di realtà abituate, all’occorrenza, anche a fare da sé». Sette, partner dell’iniziativa sin dalla sua fondazione, ha incontrato e ascoltato i sindaci di questa grossa fetta del Paese, dove vivono 11 milioni d’italiani, un quinto dell’intera popolazione. Per parlare, in particolare, di energie rinnovabili, sempre più protagoniste sul nostro territorio, come dimostra il dossier Comuni Rinnovabili di Legambiente, realizzato con il GSE.

Subito un dato: dei quasi 7 mila comuni che utilizzano energia prodotta con fonti rinnovabili, il 69% è rappresentato dai “piccoli”, e virtuosi. Come Peglio, nelle Marche, poco più di 750 abitanti, tra Pesaro e Urbino, nell’Alto Metauro. Qui si sale, a 534 metri, fino ai paesaggi tratteggiati da Raffaello e dal Perugino e si arriva alla Torre longobarda, simbolo del paese, rispettato e non superato dalle torri del vento. «Il parco mini-eolico con due torri alte 23 metri da 55 kW ciascuna è stato costruito a Parco Pineta, vicino al campo sportivo: il costo è di 100mila euro, ma entro sei anni dovremmo rientrare nelle spese», dice il sindaco Daniele Tagliolini, al suo secondo mandato, mentre guarda proprio sotto al primo cornicione della Torre longobarda, nel Girone (la Peglio storica). «In quel punto abbiamo posizionato dei led colorati, collegati a una centralina, così, a seconda dell’evento, comunicano ai cittadini quello che sta avvenendo: domenica, la torre si colorerà di verde, per poi ritornare tricolore fino al 2 giugno». Il parco minieolico permette di risparmiare più di 90 tonnellate di CO2 all’anno. Poi, c’è l’impianto fotovoltaico da 19,44 kW sul centro polifunzionale, con risultati ben oltre le previsioni: «Produciamo più di quello che consumiamo, quindi forniamo energia anche ad altre utenze comunali». Il sindaco non si ferma qui, guidandoci nel futuro del progetto Towers, data 11-11-2011, quando dovrebbero andare a regime tutti gli impianti di Peglio, compresa la centrale a biomassa da cippato di piccole dimensioni (500 kW), alla quale verrà collegata una piccola rete di teleriscaldamento. «L’asilo, realizzato in legno, sarà riscaldato dal basso grazie alla geotermia». Logico che il miracolo energetico facesse rumore attorno al paese. «Si immagini che a Urbania, a due passi da noi ma dieci volte più grande, stavano per collocare 24 pale eoliche alte 126 metri: per fortuna è saltato tutto, anche perché da qui, chi l’avrebbe vista più Urbino?».

 

UN PREMIO IN MEMORIA DI VASSALLO

Non chiamatelo sindaco, di fatto lo è, ma da quel terribile giorno – il 5 settembre 2010 – non ha voluto più nemmeno indossare la fascia di rappresentanza. Stefano Pisani è succeduto ad Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica, nel Salernitano, ucciso dalla camorra. Modello di buon governo e vittima della criminalità al quale la Festa dei piccoli comuni ha intitolato il premio “Il sindaco della bella politica”, che è stato assegnato a Vito Ferrantelli, primo cittadino della siciliana Burgo, nell’Agrigentino, per “aver saputo raccogliere l’eredità di Vassallo”.

Pisani ci mostra il porto di Acciaroli, ecosostenibile e sesto nella classifica “Paesaggio europeo”, progetto a cura del ministero per i Beni culturali. «Sulle fonti di energia alternativa, Vassallo era riuscito a mettere insieme 80 colleghi del Parco nazionale del Cilento per creare, con 70 milioni di euro, un sistema complesso e senza mega impianti di produzione di energia; purtroppo, tutto si è arenato per via dei fondi Fas utilizzati per altri scopi». Ma nelle sei frazioni di Pollica il sogno continua. «Stiamo realizzando degli impianti fotovoltaici da 3 MW da collocare su mille tetti del centro storico; inoltre, per le vie del centro, lampade a basso consumo, non led, e dotate di una centralina a tempo, ci permettono di risparmiare il 30 per cento di energia». Conclude Pisani: «Vogliamo aprirci al resto del Paese, per questo stiamo realizzando, ad Acciaroli, una fabbrica di imprese giovanili sul turismo, dotate di start up gratuito per i prossimi tre anni».

 

mille euro per ogni nascita

Saliamo in Piemonte, ad Avigliana, meno di 30 chilometri da Torino. È stata una delle prime ad aderire al patto dei sindaci. Ma è nella sostituzione e razionalizzazione energetica che è riuscita a essere un esempio positivo. Qui, dove si sono opposti alla linea dell’Alta velocità della Val di Susa, si è combattuto anche per il piano case della regione Piemonte, con un  regolamento edilizio all’avanguardia. «Sia nella parte alta che in quella bassa della città vorremmo realizzare il sogno di una grande area verde entro il 2011, vocazione obbligatoria per una realtà come la nostra di tipo residenziale», ricorda il sindaco Carla Mattioli. Dati alla mano, negli ultimi anni, dalla vicina Torino, si sono spostati ad Avigliana più di duemila abitanti, i quali hanno premiato la strategia della riduzione di CO2 nei prossimi 20 anni attraverso il risparmio e la produzione di energia rinnovabile. Del resto, l’incremento della popolazione passa anche attraverso incentivi e bonus.

In Sardegna, a Sedini, il Paese della Roccia: dei 250 mila euro investiti in “progetti green” – come l’installazione di impianti fotovoltaici per la scuola elementare, il mattatoio e il Comune – 34mila sono stati destinati ad aiuti di carattere sociale: in particolare, bonus bebè per le giovani coppie (1.000 euro per ogni nascita e 500 per i primi tre anni). «Sono degli ecoincentivi contro lo spopolamento», dice Giovanni De Gortes, il primo cittadino, che ricorda come fino al 2008 il 10% della popolazione andasse via, poi le cose sono cambiate. Il parco eolico da 65 MW, realizzato da Enel Green Power, ha ridisegnato l’economia dei consumi di Sedini. «Trentasei generatori in una zona nascosta, circondata dalle montagne. Non si sente alcun rumore, non come a San Gavino, nelle vicinanze, dove le pale girano eccome», giura il sindaco. Piccole rivalità di confine, smorzate da un sano senso popolare. Per la festa  dei piccoli comuni, tutti invitati alla sagra di San Pancrazio: pecora bollita e salsiccia sarda.

Il nostro viaggio si conclude a Deruta, in Umbria, a metà del Tevere, celebre per le sue ceramiche ma da poco tempo anche per il primo centro fotovoltaico dedicato alla coltivazione sperimentale in serra. Su due ettari di terreno si stanno sviluppando già 2 MW di potenza, con una produzione annua stimata di circa 1,2 GWh, pari al consumo medio di circa 450 famiglie. «Alla fine del progetto, nato dalla collaborazione tra l’università di Perugia ed Enel Green Power, saranno 53 le serre realizzate, per un investimento da 1.200.000 euro», ricorda il vicesindaco Franco Battistelli. Nelle frazioni del paese sono già in attività altri impianti fotovoltaici: da Ripa Bianca (1,7 MW) ai due di San Nicolò di Celle (rispettivamente 99 e 89 kW), molti altri sono sulla carta, come quello da 5,8 MW a Ponte Nuovo.            ?