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Le 260 miss con la taglia 44 «Le vere italiane siamo noi»

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Minimo comune denominatore: 44. Inteso come taglia. Mentre loro sono 260 e fanno parte delle quattromila ragazze che si sono già iscritte alle selezioni di Miss Italia 2011, il concorso di bellezza a più alto tasso di colesterolo (buono) in circolazione.
«Un po’ me lo aspettavo. La bellezza per noi non è legata alle misure, ma alla femminilità. C’era un senso diffuso di inadeguatezza. Ora mi pare che stiano ritornando modelli più sani e vicini alle donne di una volta come Sophia Loren e Gina Lollobrigida» chiosa la patron Patrizia Mirigliani prima di annunciare l’ingresso di una nuova fascia assolutamente a tema: «Miss Curve d’Italia Elena Mirò», il marchio di moda che nel 2009 portò in passerella Lizzie Miller, modella rivelazione della rivista Glamour grazie ai suoi rotolini di burro sulla pancia.
 

«Ma non intendiamo fermarci a un premio di consolazione, noi puntiamo in alto» assicura Fabiola Cacciatore di Isola del Liri (Frosinone), sessantasette chilogrammi per 178 centimetri. «In tivù vediamo solo donne-bambole magrissime, insomma è tutta apparenza. A me invece piace Monica Bellucci. Dunque, in finale l’obiettivo è vincere!».
Ottimiste, altroché. «Ciò che ci rende belle è la personalità, ognuna di noi è unica nel suo genere, dice convinta Teresa D’Errico, spiritosa ostetrica di Succivo, nel Casertano. Si è sentita incoraggiata quando l’organizzazione ha deciso di non sottilizzare sulle misure. «Sono alta un metro e 62, peso 56 chili e penso che una ragazza con piccoli difetti possa colpire di più di una altissima e magrissima». Il suo mito: «Rita Levi Montalcini: ha 102 anni ed è pazzesca».
Anna Silvestri è nata nel 1985 e questa è la sua ultima chiamata per il concorso. «Poi divento vecchia». Studentessa di Beni culturali a Salerno, animatrice turistica nel tempo libero, 175 centimetri di altezza, è inchiodata alla 44 dai suoi fianchi. «Decisamente larghi, per me è impossibile scendere sotto i 55 chili. Ma sono abbastanza autoironica da scherzarci io prima che lo facciano gli altri» ride. Alla linea non ci tiene più di tanto. «Se devo mangiare un piatto di pasta non mi faccio problemi…». Miss preferita: Anna Valle. Musical: Dirty Dancing. Non ama la tivù volgare, con le ragazze svestite. «Sì, a Miss Italia sfili in costume, ma non c’è mai provocazione».
Non è chiaro dove Chiara Ruggiero troverà il coraggio di fare tutte le selezioni, visto che già ora ha le crisi d’ansia. Cinquantotto chili, 164 centimetri, fa la segretaria a Fidenza e ammette: «A casa, quando ho detto che mi ero iscritta, mi hanno guardata un po’ perplessi… Ma secondo me questa è una cosa bella, ci sono tante donne formose senza eccessi. È giusto rappresentarle». Anche perché, aggiunge Claudia Bellavia di Naro Agrigento – 185 di altezza, 62 di peso e 40 di scarpa – «in giro ci sono ragazze che sembrano fantasmi, basta! Non esiste solo il prototipo della taglia 38!».
E si sente altrettanto a suo agio nei suoi sessanta chili e 165 centimetri Carla Auricchio da Terlizzi (Bari), 23 anni, cameriera di sala disoccupata. «Sognavo di iscrivermi da sempre, ma prima ero più cicciottella, pesavo 70. Se ne sentono di tutti i colori con modelle che digiunano giorni prima delle sfilate. Ma non è dei chili di troppo che bisogna vergognarsi…».
Ultima notizia: al ballottaggio per la sede delle finali ci sono Montecatini e Saint-Vincent.