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L’auto elettrica? Come il telefonino: piu’ consumi, piu’ paghi

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La notizia e’ passata quasi inosservata, eppure merita molta attenzione: 70 imprese e 17 universita’ e centri di ricerca hanno sottoscritto un protocollo per “fare sistema” e vincere la sfida dell’auto elettrica “made in Italy”. Finora l’uso di questa tecnologia, nel mondo, si e’ infranto di fronte a due ostacoli: la scarsa autonomia e l’eccessivo costo delle vetture. La Grande Crisi, pero’, ha costretto l’intero universo automobilistico a rivedere i suoi piani, per concentrarsi su modelli sostenibili, fino a zero emissioni. E tra questi l’auto elettrica, piu’ dell’ibrida (che prevede un mix di benzina ed elettricita’), e’ sicuramente il progetto piu’ efficace. L’evoluzione della ricerca, e in particolare delle batterie a ioni di litio, ha consentito di portare l’autonomia delle auto elettriche fino a 100-150 chilometri, quanto basta per una efficace city car. Per il rifornimento, invece, si stanno moltiplicando gli accordi tra le grandi compagnie elettriche, le amministrazioni comunali, e i produttori di automobili, per attrezzare le citta’ con i punti di ricarica. Il prossimo passo sara’ quello dei rifornimenti in blocco: l’automobilista non fara’ piu’ il pieno di corrente, ma cambiera’ in pochi minuti l’intero blocco di batterie e paghera’ con una bolletta i consumi effettuati. Da qui una rivoluzione copernicana dell’uso dell’auto che diventera’ come un telefonino, con i relativi costi a consumo. Resta il delicato problema del prezzo, oggi ancora proibitivo per i consumatori. Ma la strada e’ spianata: l’auto elettrica diventera’ accessibile a tutti quando sara’ un prodotto mass market, per il grande pubblico. E su questo stanno lavorando tutte le aziende automobilistiche, impegnate a mettere a punto modelli sempre piu’ compatti e dunque meno costosi. Serviranno, certo, incentivi pubblici per aprire il mercato, e anche in questo caso molti governi hanno gia’ scelto la strada dei contributi diretti all’acquisto di auto elettriche: Francia, Germania, Stati Uniti e Inghilterra, solo per citare alcuni casi. L’interesse politico, attorno ai nuovi modelli, e’ di due tipi: da un lato si tratta di vetture che contribuiscono in modo sensibile alla diminuzione dell’inquinamento, specie in citta’, e dall’altro gli incentivi sostengono un settore industriale, quello dell’auto, che compie cosi’ una riconversione tecnologica indispensabile per il suo rilancio.
Insomma: la rivoluzione dell’auto elettrica e’ in pieno svolgimento. Non passeranno molti anni prima di vedere le nostre citta’ affollate di queste nuove vetture, i cui modelli sono gia’ presentati ai vari saloni internazionali, pensate e costruite sul principio “zero emissioni, zero sprechi”. Bisognera’ solo vedere la velocita’ di marcia dei progetti e delle iniziative delle pubbliche amministrazioni, ma una cosa e’ sicura: l’uso dell’automobile cambiera’ radicalmente rispetto a come lo abbiamo vissuto nel Novecento. E una volta tanto l’Italia mostra di avere le carte in regola per reggere la sfida con l’innovazione e con l’obiettivo di un mondo piu’ sostenibile.