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L’albero di Natale del Vaticano più bello e più buono. Verrà riciclato.

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“Il messaggio dell’albero di Natale e’ che la vita resta “sempre verde” se si fa dono: non tanto di cose materiali, ma di se’ stessi: nell’amicizia e nell’affetto sincero, nell’aiuto fraterno e nel perdono, nel tempo condiviso e nell’ascolto reciproco. Ci aiuti Maria a vivere il Natale come occasione per assaporare la gioia di donare noi stessi ai fratelli, specialmente ai piu’ bisognosi”.Cosi’ parlava Giovanni Paolo II alla folla radunata a San Pietro per l’angelus.

Lo stesso viene ribadito oggi da Papa Benedetto XVI che in occasione del discorso di inaugurazione dell’Albero in piazza San Pietro il 13 Dicembre alle 16:30 ha detto: “L’albero di Natale non e’ nato come simbolo cristiano, ma, come tutte le cose belle e buone, e’ stato fatto proprio dalla Chiesa cattolica”. Benedetto XVI, anche sulla scia di Giovanni Paolo II, ha detto che “l’albero natalizio, con le sue foglie sempre verdi, richiama la vita che non muore, e, con le sue luci, e’ segno e richiamo della sfolgorante luce divina. Come tale risplendera’ il vostro albero da questa Piazza. E la stella, che brilla dall’alto dei suoi 33 metri, vorra’ risplendere come la stella di Cristo Redentore: stella di pace per un mondo insanguinato dall’odio, stella che addita a tutti la strada della reciproca comprensione e concordia, per un mondo prospero ed operoso”.

E quest’anno, l’albero donato dal comune di Gutenstein nella Bassa Austria, e’ ancora piu’ bello e piu’ buono. Ornato da 2000 palle colorate e 1500 led luminosi che si muovono sui suoi 33 metri d’altezza, risplende nella notte illuminando i visi e i cuori di chi guardandolo non puo’ che rimanerne ammirato. Il secolare legno del suo tronco, una volta assolta la funzione natalizia, non verra’ sprecato ma sara’ riutilizzato per creare oltre a gazebo e panchine anche oggetti semi-lavorati come scatole e cornici che saranno rifiniti e decorati attraverso laboratori scolastici dai bambini per i bambini.

Le difficolta’ e la crisi economica che colpiscono tante famiglie “possono essere un’occasione e uno stimolo” a liberare il Natale dalle “incrostazioni consumistiche” che ne fanno “solo un’occasione di acquisti e scambio di doni” per “riscoprire il calore della solidarieta’, dell’amicizia”, il “calore del Natale”, il “messaggio della nascita d Cristo”, il “creatore fattosi creatura”.
Il Natale, ha rilevato il Papa, “e’ una festa universale e anche un non credente puo’ percepire in questa ricorrenza qualcosa di straordinario, di trascendente, di intimo che parla al cuore. Il Natale e’ la festa che parla del dono della vita. La nascita di un bambino e’ sempre un evento che porta gioia e l’abbraccio di un neonato da’ commozione e tenerezza”. “Come non pensare – ha aggiunto – ai tanti bambini che ancora oggi vengono alla luce in una grande poverta’ in molte regioni del mondo, ai neonati non accolti e rifiutati, a quelli che non riescono a sopravvivere per carenza di cure e attenzione, e alle famiglie che vorrebbero la gioia di un figlio e non vedono questa attesa realizzata”.