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L’aereoporto finto: 22milioni sprecati

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Oristano ha deciso di sbarazzarsi dell’aeroporto di Fenosu. Uno scalo senza aerei, che macina però da anni un’enormità di quattrini pubblici. La vergogna sarda non ancora arrivata al termine è raccontata da Marco Mostallino su Lettera43.

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La società di gestione di questa cattedrale nel deserto (la Sogeaor) è in liquidazione, con 5 milioni di debiti e 21 lavoratori in cassa integrazione. E, per coprire il buco, la Provincia (che detiene il 75% delle azioni) ha forse trovato il compratore: all’acquisto è interessata, con una proposta formalizzata di recente, la società di gestione dell’aeroporto di Cagliari, la Sogeaor, controllata dalla Camera di commercio del capoluogo sardo.

Il peso di questo scalo vuoto, dunque, passerebbe da un ente pubblico, la Provincia di Oristano, a un’altra istituzione pubblica: Fenosu continua così la sua carriera di macchina mangiasoldi, iniziata nel 1997 per soddisfare appetiti di politici, amministratori, sindacalisti e imprese locali ma senza dare mai alcun servizio ai cittadini.

L’aeroporto è già costato ai contribuenti 22 milioni di euro (da Provincia e Regione) negli ultimi anni, con circa 3,3 milioni di euro versati dalla Provincia di Oristano tra la fine 2011 e il 2012 per coprire parte delle passività create dalla Sogeaor, al capitale della quale partecipano anche, con quote di minoranza, Comune, Camera di commercio e Consorzio industriale di Oristano, insieme con la finanziaria della Regione Sarda, la Sfirs, e alla stessa Regione. Un’orgia di spese senza nessuna prospettiva, visto che l’aeroporto di Cagliari (uno dei maggiori d’Italia, con il traffico in continua crescita) dista appena 40 minuti di macchina, mentre l’intera provincia di Oristano nel suo insieme conta appena 160 mila abitanti. 

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