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La Toscana chiude le sedi estere

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Austerity. A cominciare dagli uffici della Regione all’estero, che verranno tutti chiusi (l’unica eccezione: quello di Bruxelles). Enrico Rossi, presidente della giunta toscana, continua nella sua politica di riduzione delle spese. Dopo il taglio delle auto blu, quello delle rappresentanze nel mondo. D’altronde, il governatore lo ribadisce anche in un’intervista di Vittorio Zincone a Sette, il magazine del Corriere della Sera (in edicola domani): Il Pd ? dice ? deve viaggiare in seconda classe. Non verranno piu’ rinnovati, alle relative scadenze, i contratti per gli uffici di New York, Shanghai, Mosca, Francoforte, San Paolo, Buenos Aires e Abu Dhabi ? spiega Rossi ?il costo complessivo di questi nostri sette uffici e’ di 404.000 euro, ed e’ questo il risparmio derivante dalla decisione assunta dalla giunta di ieri (lunedi’, ndr). Non si tratta di soldi sprecati, le sedi regionali hanno dovuto anche supplire alla carenza di interventi dello Stato, e continueremo l’opera di promozione intensificando la nostra presenza a Bruxelles. Ma in futuro, per presidiare all’estero le aree di interesse economico e culturale per le aziende e la societa’ toscana, faremo riferimento all’Istituto per il commercio estero e alle ambasciate italiane. Sperando che lo Stato renda piu’ efficace la sua presenza e l’accompagnamento alle Regioni come fanno altri Paesi. La sede a Bruxelles continuera’ a intrattenere rapporti quotidiani con tutte le istituzioni comunitarie e a svolgere essenziali funzioni di rappresentanza istituzionale a supporto degli organi regionali e della societa’ toscana nel suo complesso ? sottolinea il governatore?il suo costo e’ di 490 mila euro l’anno: un centinaio le missioni che il “sistema Toscana” svolge ogni anno nella citta’ dell’Unione Europea, proprio dall’assistenza tecnico-organizzativa fornita dalla nostra sede. Il governatore, che ha anche tagliato le auto blu ai dirigenti delle Asl e delle aziende regionali, sta pensando come usare il risparmio di 404.000 euro (forse una parte dei fondi andranno all’Accademia della Crusca) e oggi sara’ a Roma per decidere assieme alle altre Regioni come contrastare la manovra del governo. Penso che restituiremo le deleghe ? dice ? perche’ i tagli sono insostenibili. Noi con il taglio delle auto blu e delle sedi istituzionali, con i risparmi, toglieremo materia di polemica al ministro Tremonti, ma i problemi sono ben altri, sono i servizi che non potremo garantire, neppure alzando le tariffe ad iniziare dal trasporto pubblico. Intanto spero che entro luglio, prima della pausa estiva del Consiglio regionale, sia approvata la legge sulle grandi opere che assegna poteri sostitutivi alla Regione se le opere non sono fatte o i soldi non spesi. E su questo capitolo le novita’ potrebbero arrivare presto. Stiamo facendo una valutazione dello stato degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti, alcune opere sono state decise molti anni fa, per il termovalorizzatore della Piana fiorentina e per gli altri impianti in Toscana: in questo settore abbiamo gia’ poteri sostitutivi e se necessario arriveranno i commissari. Vedremo . Altra novita’ la proposta legge sugli ogm: Vogliamo che la nostra diversita’ e specificita’ sia tutelata. Sulla politica nazionale, Enrico Rossi parla soprattutto al Pd. Nell’intervista a Sette sottolinea che non vuole un partito sexy, un leader fighetto, invita Nichi Vendola a fare bene il governatore della Puglia prima di pensare a candidarsi alle primarie per il Pd e sottolinea: Il segretario del Pd lo devono scegliere gli iscritti, il candidato premier le primarie allargate. Per Enrico Rossi il blairismo, inteso come Tony Blair, e’ una malattia mortale della sinistra e anche nel Partito Democratico prevale un’idea berlusconiana e liberista, con la centralita’ assoluta dell’individuo. Il governatore boccia Veltroni e Fassino per il revisionismo su Craxi, non vuole cancellare le varie via Togliatti in giro per la Toscana, riconosce il delitto di non aver rotto prima il tragico legame con l’Urss.

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