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La scuola di buona amministrazione lanciata dai comuni virtuosi

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Solo qualche giorno fa vi avevamo raccontato degli abitanti di Palmanova, un piccolo centro in provincia di Udine i cui cittadini, a causa della mancanza di risorse comunali, hanno scelto di provvedere da soli alle pulizie del paese.

Oggi torniamo a parlare di buone pratiche e vi presentiamo l’Associazione Comuni Virtuosi, una rete di enti locali creata con lo scopo di scoprire, valorizzare e diffondere le buone prassi sperimentate dai comuni in campo ambientale.

Come spiega Marco Boschini, coordinatore dell’associazione, nell’intervista rilasciata nel corso del programma “Parla con me”, l’associazione nata nel 2005 da un’idea di quattro amministrazioni comunali: Colorno (Parma), Monsano (Ancona), Vezzano Ligure (La Spezia) e Melpignano (Lecce) conta oggi 64 comuni sparsi in quasi tutte le regioni italiane.

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Cinque le linee di intervento, il cosiddetto “identikit di un comune virtuoso”, adottate dai centri che hanno scelto di aderire alla rete: gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, rifiuti, mobilità sostenibile e nuovi stili di vita.

Buone pratiche che tutte le amministrazioni comunali dovrebbero mettere in atto perché come evidenzia Boschini  “è la pigrizia della classe dirigente italiana l’ostacolo più grande. Non gli interessi, gli sprechi ma la pigrizia dei sindaci, degli amministratori e dei presidenti di Provincia che non hanno voglia di mettersi in gioco e che sono abituati da trent’anni ad amministrare gli enti locali con le stesse modalità”.

È a questo scopo che nasce la Scuola di AltRa Amministrazione, un corso di alta formazione che ha l’obiettivo di contribuire alla diffusione di pratiche di gestione “virtuosa” della “res publica”. Tra i destinatari del corso: sindaci, vicesindaci, assessori, consiglieri e candidati, tecnici, funzionari e segretari, dirigenti comunali e cittadini motivati a riprodurre sul territorio buone pratiche di successo.

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