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La rivolta studentesca in Usa contro lacqua in plastica

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Un movimento studentesco, ramificato in tutti gli Stati Uniti, sta mettendo in seria difficoltà l’industria americana che imbottiglia nella plastica 34 miliardi di litri di acqua minerale e fattura 22 miliardi di dollari l’anno. E’ una battaglia senza esclusione di colpi, giocata nel ring del web, dove al sito del movimento Ban the bottle (Metti al bando la bottiglia), si contrappongono i video su Youtube firmati dall’Associazione americana dei produttori di acqua in bottiglia dove si parla di “disinformazione e mistificazioni”..

Il movimento, intanto, ha incassato una catena di successi nelle più prestigiose università degli States, visto che sono ormai ben 90 i campus del Paese dove il senato accademico ha deciso di vietare la vendita di acqua minerale in bottiglie di plastica. Parliamo di luoghi strategici per la formazione della classe dirigente americana, come Harvard, e di università molto popolari nel Paese, come la Brown nel Rhode Island. Qui, per esempio, studenti, professori e visitatori acquistavano ogni anno 320mila bottiglie “usa e getta” di acqua minerale, e adesso il fatturato di questo prodotto è stato portato a zero. Nel sito di Ban the bottle compare l’intera rete d’azione del movimento, con immagini e dati relativi agli effetti devastanti di un eccessivo uso della plastica negli Stati Uniti, a partire dai 17 milioni di barili di greggio che servono per produrre le bottiglie “usa e getta”. Ma non solo. Tra i banner pubblicitari, che fanno pensare a dei sostenitori anche finanziari del sito e dell’intero movimento universitario, c’è il marchio Nalgene, un altro colosso dell’industria americana che ha brevettato una linea di bottiglie “eco-compatibili”, cioè non dannose come la plastica che finisce nella spazzatura, riutilizzabili e riciclabili.

La rivolta nelle università americane contro l’uso dell’acqua minerale in bottiglie di plastica “usa e getta” rischia di diventare un vero spartiacque nella storia globale di questa battaglia. Da un lato, infatti, le decisioni prese dai 90 college avranno sicuramente un impatto enorme nell’opinione pubblica, specie nelle nuove generazioni. E dall’altro versante le efficienti università americane hanno già messo in campo l’alternativa di sistema alle bottiglie “usa e getta”. Sono i distributori di acqua filtrata, installati nei college universitari dopo la vittoria del movimento studentesco. Acqua pubblica e gratuita.