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La regina pianta il suo orto ispirata da Michelle

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Da mesi gli inglesi in bolletta ripassano l’abc dell’economia autarchica sperimentata dai nonni durante la Seconda Guerra Mondiale. Le mamme, raccontano i tabloid, hanno convinto i ragazzini (o almeno ci provano) che invitare gli amici a casa per il the pomeridiano e’ assai piu’ cool dell’esosa festa di compleanno tra i tavolini di McDonald’s. Il corso di cucito per ambiziose stiliste-fai-da-te e’ la nuova tendenza delle risparmiatrici londinesi, guardata con preoccupazione dai negozi di seconda mano che, tra tagli ai finanziamenti e al budget domestico, hanno perduto 32 milioni di sterline (37 milioni di euro) in dieci mesi. Il frigorifero, infine. Ossessionate dal prezzo di frutta e verdura al punto da convincere gli analisti di Mintel che il 71 per cento della popolazione ha ridimensionato la spesa al supermercato, le casalinghe si sono messe a zappare nel giardino di casa. Segno dei tempi. Che l’orto sconfinasse a Buckingham Palace pero’, non potevano immaginarlo neppure i futurologi. Invece Sua Maesta’ la regina ha inaugurato una coltivazione privata di pomodori, fagioli, cipolle, porri, carote.

L’annuncio e’ arrivato ieri, altisonante come un editto del banditore: dopo un mese e mezzo di lavoro quotidiano i giardinieri della Corona hanno raccolto i primi frutti della terra e li hanno depositati nella capiente dispensa di palazzo. La settimana scorsa una composizione di fragole Cambridge Favourite, primizia reale doc, ha accompagnato la torta con le 88 candeline del Principe Filippo. Era da oltre mezzo secolo che i monarchi britannici non prestavano la residenza ufficiale all’agricoltura. Nel 1940, sotto i bombardamenti tedeschi, l’allora quattordicenne Elisabetta II aveva impugnato la vanga insieme all’amata sorella Margaret nella campagna Dig for Victory (Scava per la vittoria) per incoraggiare i sudditi sottoposti a razionamenti a coltivarsi gli ortaggi da soli.

Stavolta lo stimolo all’autosostentamento e’ secondario. Yard Berd, come e’ stato battezzato l’orto di dieci metri per quattro, nasce per conservare i semi di piante a rischio d’estinzione come i fagioli francesi Blue Queen, i pomodori Beefsteak and Sun Bay o le cipolle Stuttgarter, senza l’ausilio di prodotti chimici. Sua Maesta’, che a marzo ha inaugurato il proprio sito internet, presta grande attenzione allo spirito dei tempi. L’avra’ pure avuta vinta il principe Carlo, che da vent’anni combatte gli Ogm e coltiva esclusivamente biologico nella sua tenuta gallese da 300 ettari, The Dutchy Estate.

Ma, si mormora nei corridoi di Buckingham Palace, la nuova amicizia con Michelle Obama non dev’essere del tutto estranea alla svolta verde della regina. Racconta il Daily Telegraph che dal G20 di Londra le due donne non hanno piu’ smesso di scriversi e telefonarsi. Al punto che mercoledi’, giorno di festeggiamenti ufficiali per gli 83 anni gia’ compiuti di Elisabetta II e compleanno della minore delle figlie del presidente americano, mamma Obama e prole sono state invitate a un raro tour all’interno del palazzo reale. Galeotto il summit dei potenti della terra: la sovrana e la first lady hanno scoperto d’avere numerosi interessi in comune: l’abbigliamento, la passione per la campagna, la curiosita’ per l’orticoltura che la nuova inquilina della Casa Bianca ha portato nell’appezzamento intorno alla residenza presidenziale disseminandolo di broccoli e zucchine. Sua Maesta’ e’ sempre stata disponibile a cercare nuove idee per l’esterno spiega Claire Midgley, responsabile dei giardini adorni di gelsi centenari e innesti d’alberi shakespeariani. L’estro senza eta’, d’accordo. Ma anche una grande attenzione alla situazione economica del Paese, osserva Myles Bremmer, direttrice della Garden Organic, la charity che ha fornito i primi semi: Non dobbiamo trascurare la sfida sottintesa a preparare le nuove generazioni a nutrirsi da sole. Secondo i dati della Royal Horticultural Society, 1061 scuole e 212 mila bambini britannici zappettano da mesi accanto al campo di calcio. Se sono rose o cavolfiori, prima o poi fioriranno.