La raccolta di cibo del Banco alimentare: un lettore protesta e il presidente risponde | Non Sprecare
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La raccolta di cibo del Banco alimentare: un lettore protesta e il presidente risponde

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Qualche giorno fa abbiamo pubblicato la notizia della raccolta del Banco alimentare, dopo che in una sola giornata – sabato 24 novembre – erano state raccolte 9.622 tonnellate di cibo che altrimenti sarebbe finito nella spazzatura, con il coinvolgimento di più di 9mila supermercati italiani e con il lavoro dei volontari che hanno poi lavorato alla distribuzione dei prodotti alimentari alle 8.600 strutture caritative convenzionate. Un risultato importante, che avevamo voluto evidenziare anche per invitare tutti i nostri lettori a donare cibo attraverso la rete del Banco alimentare anche durante il resto dell’anno e non soltanto nella giornata dedicata esplicitamente alla raccolta.

Dopo la pubblicazione di quell’articolo abbiamo ricevuto diverse lettere, tra le quali quella di un lettore di nome Marco. Qui di seguito ne pubblichiamo un ampio stralcio, e facciamo la stessa cosa con la risposta che ne è seguita, da parte del presidente del Banco alimentare, Andrea Giussani.

La lettera di Marco.

“Questa sera avrei piacere di tediarvi un pò con un breve Christmas Carol (racconto di Natale) sui generis… Ieri mattina sono andato molto presto, poco dopo l’apertura delle 8:30, nel vicino supermercato in cui ci serviamo sempre la mia famiglia ed io (un Pewex). All’ingresso alcuni giovani ragazzi con la faccia simpatica, indossando una specie di tunichetta corta fatta con quella che sembrava una busta di plastica senza fondo con sopra stampigliato “Banco Alimentare” (ho pensato “sai che freddo che sentono…ma tanto sono giovani…”) distribuivano una busta di plastica ed un volantino…”
“Pensavo di comprare qualcosa e di lasciarglielo! Poi leggo attentamente il volantino e leggo in basso gli “sponsor” dell’iniziativa: Banca INTESA-SANPAOLO, Banca PROSSIMA, UNIPOL, SKY, Fondazione CARIPLO …! Mentre percorrevo l’atrio di ingresso del supermercato leggevo al centro del volantino, ben visibile: “FAI LA SPESA PER CHI E’ POVERO” ed intanto cominciavo a chiedermi, ma se questa serie di Banche Nazionali sono gli sponsor della iniziativa, che bisogno c’è di spingere la gente comune a spendere pochi risparmi per raccogliere un pò di cibarie qua e là? Una Banca Nazionale possiede delle risorse immani, un gruppo di Banche poi…! Poi alzo lo sguardo in cima al volantino e cosa vedo? Lo stemma dell’ESERCITO ITALIANO! La raccolta del Banco Alimentare è fatta con il Patrocinio dell…ESERCITO ITALIANO…?” Ed intanto, prima ancora di andare a prelevare quelle 3-cose-3 per cui ero venuto al supermercato, gettavo uno sguardo attorno per vedere (ma lo sapevo già…) quale tipo di clientela era presente a quell’ora nel supermercato: quasi tutti pensionati!”
“A quel punto mi è montata la rabbia ed ho pensato al Ministro dello Sviluppo Economico (!) Corrado Passera che è l’ex Amministratore Delegato proprio di INTESA-SANPAOLO, al fatto che l’intera serie di manovre restrittive e punitive dei pensionati e di tutto il mondo del lavoro dipendente realizzato dall’attuale Governo Monti è stato fatto PROPRIO per tutelare, salvare e foraggiare le Banche Italiane a suon di miliardi di euro! Ho realizzato che basterebbe che l’ESERCITO ITALIANO benemerito comprasse UN SOLO carro-armato o aereo da combattimento in meno per coprire TUTTO il fabbisogno di riserve alimentari per gli indigenti di cui parla il retro del volantino”.
“E mentre vedevo alcuni di questi semplici pensionati che mettevano nelle buste fornitegli dai giovani volontari chi un pacco di pasta, chi una bottiglia d’olio, chi un pacco di riso e due scotolette di tonno, mi tormentavo e dicevo a me stesso: “…ma guarda questi maledetti che mandano in giro migliaia, anzi centinaia di migliaia di giovani volontari senza dargli neanche un benchè minimo rimborso, quando lo sanno pure gli scaffali di un supermercato che l’unica cosa di cui avrebbero davvero bisogno è di avere davanti a sè una qualche prospettiva di lavoro vero e spingono dei poveri pensionati, molti dei quali ricevono magari pensioni cui è stata eliminata dall’attuale Governo la indicizzazione all’inflazione, a spendere qualche euro in più per rifornire un Banco Alimentare Onlus la cui sola Organizzazione costa di più di tutto il cibo che raccolgono e di cui, leggete attentamente sul sito, NON SI RIESCE AD AVERE UNA UNIVOCA E CHIARA INDICAZIONE DELLA DESTINAZIONE FINALE !”

La risposta di Andrea Giussani.

“Caro Marco, mi spiace dover rispondere “solo con parole” ad un fiume in piena come il tuo Christmas Carol, perchè preferirei che fossero i fatti a Parlare. Certo, serve almeno un prerequisito, per ottenere una ragionevole risposta – e poi magari mantenere le proprie posizioni, ma almeno informate! – : saper ascoltare e guardare la realtà, non parlarne da una disinformata distanza, così rassicurante perchè permette di non mettersi in gioco personalmente ma sparare giudizi inverificabili, nati da una generica posizione ideologica e aprioristica”.

Gli Sponsor della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (alla sua 16esima edizione) sono grandi aziende note. Hanno le loro strategie e posizioni sul mercato che certamente non siamo noi a decidere. Una volta all’anno decidono di sostenere, nell’ambito di loro piani di CSR, la nostra Colletta. Lo fanno per lavarsi la coscienza? Non lo so e non mi interessa: so però che alcuni si impegnano in questo, altri no”.

Quanto all’Esercito e agli Alpini, sono sponsor anch’essi con il contributo preziosissimo di loro persone volontarie e di mezzi di trasporto e logistici, preziosissimi per il risultato. Anche qui, l’operazione mi pare ben più apprezzabile e “utile” che non una populistica vendita di un carro armato, operazione di grande effetto per allocchi ma del tutto ininfluente sul ruolo dell’Esercito nel nostro sistema e sulle condizioni della quotidiana povertá alimentare”.

“Per parlare delle migliaia di giovani e meno giovani che noi “maledetti mandiamo avanti”: trattasi di oltre 130.000 che una volta all’anno si aggiungono ai circa 1.500 volontari quotidiani o almeno permanenti che danno tempo intelligenza e simpatia ad un’opera di cui condividono lo scopo ma che soprattutto è occasione per loro e per tutta questa rete di interrogare se stessi sul rapporto con le persone, con la vita e con le motivazioni della propria Esistenza. Non prendono nessun rimborso e anche per questo sono più liberi di starci e di sperimentare il “dono” come vera espressione della propria umanità“.

“Scriverti della “non univoca e chiara destinazione finale” degli alimenti fa sorridere. É informazione facilmente reperibile e testimoniabile, basta voler ascoltare! La Rete Banco Alimentare distribuisce circa 70.000 tonnellate di alimenti l’anno (in gran parte destinate altrimenti allo spreco) a circa 8.700 Strutture Caritative convenzionate, quindi “certe” (magari anche alla tua Caritas Parrocchiale!). Il giorno della Colletta si sono raccolte 9.622 che avranno la medesima destinazione. Le SC a loro volta distribuiscono gli alimenti a  circa 1 milione e 700mila poveri, in mense, centri di solidarietà, comunità ecc… Tutta la filiera logistica, anche per ovvii motivi fiscali e di igiene alimentare, è tracciata dall’inizio alla fine“.