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La fontana degli sprechi: un milione e 200 mila euro per l’ acqua

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Si chiama fontana delle quattro stagioni. quella che sta davanti alla vecchia Fiera, in piazza Giulio Cesare. Alla fine dell’ anno, pero’, il conto e’ pesantissimo: un milione e 200 mila euro di consumo idrico. Della fontana dello scandalo ora si sono accorti anche in Comune. Il salasso deve finire. Quella fontana verra’ chiusa, con ogni probabilita’. Per essere bella e’ bella, la fontana che accoglie(va) i visitatori della vecchia Fiera. Scenografica, imponente, maestosa. Capace di consumare in un anno la stessa quantita’ d’ acqua di quattromila famiglie. Un piccolo paese. Lo spreco e’ presto spiegato: quella fontana non ha un circuito chiuso: l’ acqua che sputa fuori non viene riciclata.

Quella fontana zampilla cosi’ da almeno una decina d’ anni. E da almeno una decina d’ anni il Comune si trova a pagare quelle bollette da capogiro. Il consigliere verde Enrico Fedrighini ha pronto tanto di esposto alla Corte dei Conti. L’ accusa e’ pesante: danno erariale. La contabilita’ della giunta Albertini ha fatto un buco nell’ acqua. Un bravo amministratore di condominio, come l’ ex sindaco amava definirsi, un simile spreco non l’ avrebbe tollerato, ironizza ma non troppo Fedrighini. Qualcuno alla buon ora se n’ e’ accorto. In tempi di bilanci ridotti all’ osso, ora finalmente a Palazzo Marino si e’ deciso di metterci una pezza. Onore al merito. Quella delle Quattro Stagioni e’ la piu’ grande fontana della citta’: in pietra di Sarnico e marmo, porta la firma – anno di grazia 1927 – dell’ architetto Renzo Gerla, che la volle un bel po’ barocca, piena di statue e obelischi lungo tutto il contorno.

La seconda considerazione viene allora quasi spontanea: Quella di piazza Giulio Cesare non e’ una fontana come quella che sta davanti al Castello, la famosa torta di sposi. una fontana poco conosciuta, che vista anche la progressiva dismissione della Campionaria non puo’ giustificare in nessun modo il suo altissimo costo di funzionamento. Di sprechi d’ acqua pare oltretutto che la citta’ sia piena. Eppure Milano non e’ Roma, con le sue centinaia di fontane, ogni rione la sua. Qui si perde acqua anche persino in piscina. Il Lido, per dire. Quattrocentomila euro nei mesi d’ apertura, perche’ le vasche, enormi, non sarebbero perfettamente stagne. Ma almeno li’ si nuota, tutta quell’ acqua a qualcosa serve. Invece – osserva Fedrighini – il valore della vasca delle Quattro Stagioni e’ tutto simbolico: un gigantesco monumento allo spreco