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La farina di Bossi non finisce nella crusca

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La politica è sprecona, c’è chi pensa addirittura che i partiti siano già pronti al compostaggio. Nonsprecare non è un sito che si occupa di politica in senso partitico, ma fa politica proponendo dibattiti sugli stili di vita e sulle prospettive della cittadinanza e in generale della nostra società.

Cercheremo allora di proporvi dei paragoni e delle suggestioni per cominciare a ripensare anche l’uso delle risorse pubbliche e delle nostre tasse. Perché non c’è spreco peggiore di quello che riguarda il gettito erariale: le nostre tasse. In questo caso vi proponiamo questo raffronto che riguarda gli scandali recenti sull’uso dei fondi destinati al rimborso elettorale della Lega Nord e le sofferenze di cassa di enti vitali per la nostra memoria storica.

In particolare, vi proponiamo questo paragone. Secondo le indicazioni che affiorano dalle indagini, Riccardo Bossi, figlio primogenito di Umberto, avrebbe speso 250mila euro di rimborsi elettorali per spese varie tra il 2010 e il 2011: pare soprattutto per pagare le multe per eccesso di velocità. Tanto per la cronaca, Riccardo Bossi non ha funzioni nella Lega Nord, casomai questo potesse in qualche modo anche lontanamente giustificare questo conto spese.

Il paragone che vi proponiamo oggi è quello con la vicenda che proprio tra il 2010 e il 2011 ha riguardato l’Accademia della Crusca. Sorta a Firenze tra il 1582 e il 1583, per iniziativa di cinque letterati fiorentini, oggi in Italia e nel mondo l’Accademia della Crusca è uno dei principali punti di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana. Un istituto che ha accolto studiosi ed esponenti, italiani ed esteri, di diversi campi: oltre a grammatici e filologi, scrittori e poeti (Tassoni, Maffei, Maggi, Monti, Leopardi, Manzoni, Carducci, ecc.), scienziati (Galilei, Redi, Torricelli, Malpighi), storici (Muratori, Botta, Capponi), filosofi (Voltaire, Rosmini), giuristi e statisti (Witte, Gladstone). Ecco, l’Accademia ha rischiato la chiusura definitiva (dopo i ripetuti tagli al budget inflitti in questi anni dalle diverse manovre economiche) tra il 2010 e il 2011. Nello stesso periodo, Riccardo Bossi spendeva per conto proprio più del necessario alla sopravvivenza dell’istituto fiorentino. Nello stesso biennio, Renzo Bossi e Rosi Mauro, esponenti della Lega Nord, pagavano oltre 250 mila euro per le rette in due prestigiose università straniere (rispettivamente in Inghilterra e in Svizzera). Insomma, di esempi ce ne potrebbero essere molti e ovviamente non sono solo ascritti a quanto imputato alla Lega Nord (basterebbe pensare, sulla sponda opposta, alle vicende che riguardano il partito de La Margherita).

Ma in questo caso il paragone era più semplice, visto che una singola voce di spesa indebita poteva sopperire alle esigenze di uno dei primi istituti culturali del nostro Paese. E quindi anche questo deve essere un argomento di dibattito per i nonspreconi.

Gianluca Schinaia _FpS Media