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La Corte dei conti: enti locali spreconi

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Troppe poltrone, gettoni di presenza, manager e consulenti a valanga. Troppe prebende e clientele politiche. Centri di spesa decentrati che si moltiplicano in societa’ partecipate, utility utili solo a dare stipendi. Centri d’affari e di sperpero di denaro pubblico che resistono a dispetto dei sogni riformatori. In poche parole, troppi sprechi. Mentre sale la tensione col Governo, ecco dalla Corte dei conti l’affondo impietoso contro governatori, sindaci e province. Ma regioni e comuni non ci stanno: Giudizi ingiustificati e ingenerosi.
Parole pesanti quelle pronunciate ieri dal pg Mario Ristuccia nel giudizio di parificazione del bilancio 2009 dello stato. Un giudizio arrivato nel bel mezzo della dura polemica sulla manovra. Ma la Corte dei conti ? che ieri ha salutato il presidente Tullio Lazzaro, in pensione da fine mese e che sara’ sostituito da Luigi Giampaolino, nominato in mattinata dal consiglio dei ministri ? non ha nascosto anche tutte le criticita’ di una manovra che rischia di avere effetti negativi sulla crescita.
Secca e perentoria, da parte del pg, la richiesta di affondare il coltello nella piaga degli sprechi. Se e’ necessario chiedere sacrifici a molte categorie di cittadini, tra le quali purtroppo anche a quelle piu’ deboli ? ha scandito ? e’ ancora piu’ necessario affrontare con decisione e concretezza i problemi della cattiva amministrazione e dello spreco di denaro pubblico.
Sulla manovra il consigliere Gian Giorgio Paleologo non s’e’ pero’ tirato indietro dal sottolineare i pericoli che porta con se’. A cominciare dall’elevato rischio di un impatto di segno negativo sulla crescita economica. Pericoli latenti prevedibili dai tagli lineari ai ministeri, ha messo in guardia, come dalle misure di blocco dei contratti e degli automatismi nel pubblico impiego. Non solo: gli stessi tagli alle amministrazioni locali sono ambiziosi perche’ la loro realizzabilita’ e sostenibilita’ e’ messa in dubbio dalla distribuzione dei suoi effetti traenti e dall’interazione con un meccanismo come il patto di stabilita’ interno, che andrebbe rivisto.
Ed ecco poi l’affondo di giornata di Ristuccia contro gli sprechi locali. Nel mirino la struttura pletorica di regioni ed enti locali ripartita in numerosissimi e spesso inutili centri di spesa, che richiedono soprattutto erogazione di stipendi, gettoni ed emolumenti vari per moltitudini di amministratori, manager, consiglieri e consulenti.
Tutte attivita’, e’ la denuncia, utili sovente a procurare unicamente opportunita’ di comoda collocazione a soggetti collegati con gli ambienti della politica. Clientele, in una pletora di centri, autorita’, agenzie, commissioni, comunita’, societa’ miste, istituti, scuole. Con un sistema parcellizzato che ha azzerato tutte le tentazioni riformatrici e che sopravvive grazie anche ai corposi trasferimenti agli enti locali dal Viminale tra 15-20 miliardi l’anno, alimentando un insieme di di finalita’ particolari spesso mai controllati o controllabili.
E giu’ l’elenco di societa’ partecipate e del numero assolutamente rilevante di presidenti e consiglieri in societa’ e consorzi: per servizi idrici, raccolta di rifiuti, produzione e distribuzione di gas, trasporto, consulenza e formazione, gestione di case-vacanza, informazioni, telecomunicazioni. Attivita’ utili sovente a procurare unicamente opportunita’ di comoda collocazione a soggetti collegati con gli ambienti della politica, ha tagliato corto il pg. Non senza segnalare il costo dell’apparato delle province: 43 euro a testa, con punte di 83,5 in Calabria.
Immediata la replica di governatori e sindaci di tutte le parti politiche. Abbiamo chiesto una commissione per verificare dove sono davvero gli sprechi, ha detto per i governatori, Vasco Errani. Sanzioni solo alle autonomie e’ una grave lacuna, ha risposto il lombardo (Pdl) Romano Colozzi. Ingiustificate e ingenerose le affermazioni del pg per l’Anci da parte di Osvaldo Napoli (Pdl) che e’ molto vicino a Berlusconi.